Valsassina, dopo l’alluvione  dichiarato lo stato di emergenza
Primaluna nei giorni successivi al disastro (Foto by Mario Vassena)

Valsassina, dopo l’alluvione

dichiarato lo stato di emergenza

Lo ha deliberato il Consiglio dei Ministri

su richiesta della Regione Lombardia

«A seguito della richiesta di Regione Lombardia di poter fronteggiare con mezzi e poteri straordinari la situazione determinatasi con l’emergenza maltempo dell’11 e 12 giugno, il Consiglio dei Ministri ha deliberato oggi la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle province di Lecco, Sondrio e Brescia».

A comunicarlo è il senatore Paolo Arrigoni, questore a Palazzo Madama e componente della commissione Ambiente, che sin dai primi momenti dell’emergenza è rimasto in contatto con il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli.

«Gli eventi meteorologici di giugno - prosegue - hanno comportato l’esondazione di numerosi corsi d’acqua, allagamenti diffusi di abitazioni e attività produttive, nonché l’interruzione della viabilità a livello locale ed una serie di fenomeni franosi che hanno portato in diversi casi alla necessità di evacuare la popolazione”, ricorda Arrigoni. “Per l’attuazione delle prime misure urgenti e per le attività di assistenza alla popolazione colpita il Consiglio dei Ministri ha destinato alla Lombardia 5 milioni di euro dal Fondo per le emergenze nazionali».

«È evidente che questa somma andrà a coprire soltanto gli interventi di somma urgenza che si sono resi necessari per fronteggiare le maggiori criticità legate agli eventi dell’11 e del 12 giugno, che in provincia di Lecco hanno visto duramente colpiti i comuni di Dervio, Premana e Primaluna - spiega il Senatore lecchese - Successivamente il Consiglio dei Ministri darà il via ad una seconda fase con la deliberazione di nuovi stanziamenti, assolutamente necessari, per risarcire i danni alle infrastrutture, al patrimonio privato e alle attività produttive che, sul totale dei quasi 79 milioni di danni rilevati nella nostra regione, sono stati stimati in circa 28 milioni nella sola provincia di Lecco».


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