Pronte le carte per la fusione  «Con Bellano tanti vantaggi»
Un vecchio lavatoio, Vendrogno vuole puntare sul turismo

Pronte le carte per la fusione

«Con Bellano tanti vantaggi»

Vendrogno: sì al regolamento del referendum e allo studio di fattibilità

Il vice sindaco Rusconi: «Con l’incorporazione saremo subito operativi»

Il comune di Vendrogno ha gettato le basi per la futura fusione per incorporazione con Bellano, approvando il regolamento per il referendum consultivo e lo studio di fattibilità per la fusione.

Unanime il voto del consiglio a cui il vice sindaco Dario Rusconi ha illustrato il documento.

«Lo studio di fattibilità è stato prodotto da entrambe le amministrazioni. Ci saranno ora sessanta giorni di tempo, quindi fino al 5 giugno, in cui i cittadini potranno fare delle proposte che saranno valutate da entrambi i consigli per avere lo studio definitivo. Quindi – prosegue – passeranno quarantacinque giorni e verrà indetto il referendum, entro fine settembre. L’iter si concluderà con la proposta di fusione deliberata da parte del presidente della Regione. Se l’esito del referendum sarà positivo, dall’1 gennaio 2020 ci sarà il comune unico di Bellano».

Perché la scelta dell’incorporazione? «Per non avere un commissario nei due comuni, fino alla prima elezione utile, - spiega Rusconi - che porterebbe ad uno stop allo sviluppo turistico ed avere invece da subito i vantaggi che la fusione porta. C’è la possibilità di ottimizzare le risorse trasferite ai comuni, permettendo di fare investimenti su tutto il territorio. I contributi per i dieci anni successivi ad oggi ammontano a 450mila euro all’anno».

I due territori sono omogenei però il rapporto della popolazione è dieci a uno in favore di Bellano mentre Vendrogno è più critico essendo totalmente montano.

Bellano inoltre è molto florido dal punto di vista turistico e per la capacità di investimento e potrà garantire servizi che oggi Vendrogno non può garantire in modo adeguato, anche per lo spopolamento.

Già nei tre anni dell’Unione, nata nel 2016, sono stati stanziati 350mila euro, con risparmi sul personale. «Nel nuovo comune – ha sottolineato Rusconi – Vendrogno sarà rappresentato da una commissione di sette membri. La pressione tributaria calerà: oggi a Vendrogno è di 1.179 euro pro capite, a Bellano di 607. Le aliquote dei tributi rimarranno quelle in vigore oggi nei due comuni e dalla fusione ci sarà un risparmio di 226mila euro per le spese dei beni correnti».

Il sindaco Cesare Galli invita «a non avere paura del futuro perché non si perderà l’identità. Non è mantenendo il comune che si può amministrare oggi. L’esempio – dice – è Valvarrone che sta raccogliendo i frutti. Mi sono reso conto che per una piccola amministrazione, è difficile strutturare progetti. Se la gente lo riterrà opportuno, questa è una svolta».


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