Casargo, un mare di fango  «Serve un piano o il paese sparisce»
Il centro di Casargo è stato invaso da una colata di fango e detriti, gravissimi i danni ma per fortuna nessun ferito (Foto Locatelli)

Casargo, un mare di fango

«Serve un piano o il paese sparisce»

Volontari al lavoro per tutta la giornata. Il sindaco: «Emergenza continua senza investimenti»

Le luci del giorno hanno messo in evidenza il disastro causato dall’acqua scesa dai pascoli dell’alpe Chiaretto, che ha percorso il canale Marinone, sul territorio di Indovero, e poi il torrente Spirsol che è esondato invadendo via Provinciale alta (la Sp 67) per arrivare fin sulla sottostante via Roma.

Bilancio: 147 persone sfollate che hanno passato la notte al Centro di formazione professionale di Piazzo di Casargo, una trentina di auto imprigionate tra fango e sassi, le tombe del cimitero ricoperte di fango, allagamenti nelle case e garage.

Un ’altra trentina di persone ha trovato sistemazione autonomamente. Alle 19.20 è iniziato a piovere, mentre per fortuna fino a metà montagna grandinava, e dopo una decina di minuti di nubifragio è partito il disastro che, fortuna ha voluto, non ha causato nemmeno un ferito.

L’acqua è scesa dalla strada che collega la via Provinciale alta a via Roma, lambendo la scuola elementare, ha fatto cedere il muro di valle e tutto è arrivato sul parcheggio.

Nella serata di ieri il numero degli sfollati al Cfpa era sceso a 57 poiché chi era in vacanza è stato autorizzato a tornare al proprio domicilio di provenienza. A metà mattina è arrivato il prefetto lecchese Michele Formiglio: «Bisogna essere operativi, in questo momento», le sue uniche parole dopo il vertice in Comune. «Abbiamo al lavoro le squadre della Protezione civile, la Croce Rossa ed il Soccorso alpino. Ci stiamo attrezzando per rispondere all’emergenza in tempi rapidi. - dice il sindaco Antonio Pasquini – La cosa che ho sempre detto è che Casargo è in una valle perpendicolarmente attraversata da diverse vallette. Dobbiamo metterle in sicurezza, altrimenti il paese sparisce. Ci vogliono soldi, progettazione e la volontà di tutti di sistemare la situazione idrogeologica con un piano di messa in sicurezza di tutte le valli. Devo ringraziare, come sempre, i cittadini che si stanno dando da fare».
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