Abbadia, primo tratto ciclabile asfaltato  Ma sul resto è nebbia
Pronto il primo tratto della ciclabile dalle Caviate a Pradello

Abbadia, primo tratto ciclabile asfaltato

Ma sul resto è nebbia

Da caviate a Pradello la pista prende forma, pronta in estate

Il secondo pezzo fino all’area Bolis neanche progettato

Serve una verifica dei piloni della Ss 36 con crepe visibili

Prende forma il primo tratto della ciclabile da Lecco ad Abbadia. Primo tratto realizzato restringendo la carreggiata della strada. In questi giorni dalle Caviate a Pradello è in corso la sistemazione della protezione a lago, e l’asfaltatura della pista.

Lavori finiti in primavera

I lavori dovrebbero terminare per primavera, verrà poi fatto l’impianto di illuminazione e per l’estate il tratto dovrebbe essere fruibile alle biciclette.

Un primo passo che però non dà la certezza sulla realizzazione del secondo tratto che dovrebbe snodarsi da Pradello fino all’area Bolis. Per questo secondo tratto, attorno ai quattro chilometri di lunghezza, ci vorranno ancora anni, non essendoci neppure il progetto, e neppure i soldi per finanziare l’opera. Anas ha già più volte ribadito la volontà di fare l’opera, senza però mettere nero su bianco le tempistiche.

Dieci anni fa era uscito il bando per la realizzazione della ciclabile da Abbadia a Lecco, che poi si è trasformato in un susseguirsi di disagi per il territorio che ha dovuto convivere con il cantiere. Quanto al secondo tratto, in Amministrazione provinciale, Fabio Valsecchi, funzionario che si sta occupando del settore ciclabile assicura che «c’è parecchia attenzione da parte degli enti territoriali, ed Anas è intenzionata a completare l’opera. I lavori sul primo tratto proseguono e sono già ad un buon punto».

Di mezzo c’è però anche una verifica ai piloni della Ss36, che senza sollevare allarmismi, hanno bisogno di un check-up dettagliato, visto che ce ne sono alcuni che presentano crepe e parte del cemento armato di sostegno ormai eroso.

Il monitoraggio dovrebbe prevedere varie verifiche sia negli spazi ben in vista con il controllo delle solette che a bordo lago, e sott’acqua per la tenuta dei piloni.

Una verifica che dovrà anche tener conto del futuro peso da sostenere in previsione della ciclabile, che sarà realizzata a sbalzo sul lago e ancorata agli attuali piloni.

Terminata la verifica sarà poi necessario stilare il progetto per il secondo tratto e trovare i soldi per realizzare l’opera. Considerato che Anas non ha le risorse per asfaltare la strada statale 36, tanto che è corsa ai ripari abbassando il limite di velocità, qualche dubbio resta sul futuro della ciclabile.

Niente più rotonda

Archiviata ormai l’idea di creare una rotonda all’altezza delle Caviate per gestire l’ingresso alla ciclabile, visto che questo è stato spostato più a sud verso il distributore del carburante, dove verrà poi posizionata la segnaletica orizzontale e verticale.


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