Una gabbianella  un po’ lecchese
Uno dei disegni preparatori di Francesco Garrone per “La gabbianella e il gatto”: una cura e una passione che non sono secondeall’arte

Una gabbianella

un po’ lecchese

Lo scrittore Luis Sepulveda sarà in città sabato 24 ottobre

Ed è occasione per ricordare il disegnatore Francesco Garrone

Lo scrittore Luis Sepulveda sarà a Lecco sabato 24 ottobre. Alle 18, al Teatro della Società, riceverà il Premio internazionale Manzoni alla carriera, organizzato e sostenuto dall’associazione 50&Più di Confcommercio Lecco. Inoltre, gli sarà anche attribuita la cittadinanza onoraria, un riconoscimento prestigioso per il suo impegno letterario e civile. A seguire, Sepulveda sarà intervistato da Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese de La Provincia e coordinatore del Premio Manzoni.

La presenza a Lecco di Luis Sepulveda è un avvenimento di grande rilievo, che coinvolge un lecchese di adozione come Francesco Garrone, il critico d’arte, scomparso un anno fa proprio sulle nostre montagne. E’ noto a tutti che una delle opere più conosciute di Sepulveda è la «Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare». Uscito nel 1996, il romanzo ebbe una rinnovata rinomanza grazie a «La gabbianella e il gatto», un film d’animazione italiano del 1998 realizzato dallo studio Lanterna Magica e diretto da Enzo D’Alò.

Un altro dei disegni di Garrone

Un altro dei disegni di Garrone

Ebbene, Francesco Garrone fu uno dei disegnatori che collaborarono alla realizzazione del film. Proprio in queste pagine vi proponiamo alcuni schizzi e disegni preparatori di Garrone, gentilmente concessici dalla moglie Marcella. Questo risvolto non secondario della vita professionale di Garrone, è stata una vera sorpresa per noi che l’avevamo conosciuto nella galleria di Oreste Bellinzona e ne avevamo apprezzato in più di un’occasione l’acume critico e la preparazione.

Del resto, giova ricordare che in occasione della mostra «Nel segno di Picasso. 100 incisioni dal periodo blu al dopoguerra», svoltasi al Palazzo delle Paure lo scorso anno, tutte le schede delle opere furono curate proprio da Garrone. Lo stesso Bellinzona, in sede di ringraziamenti, sottolineò l’apporto di Francesco Garrone «per il continuo disinteressato, paziente e commovente supporto alle mie iniziative e alla mia ignoranza non solo tecnologica». La scoperta, se così si può chiamare, sta dunque nel fatto che il critico Francesco Garrone, già docente di storia dell’arte, nonché libraio e gallerista, è stato anche un disegnatore ed un cartoonist, che ha vissuto i momenti d’oro del disegno animato italiano. Le prove disegnate per «La gabbianella e il gatto» evidenziano una cura ed una passione che era seconda solo all’arte. Testimone diretta di questa professione di Francesco Garrone è stata la moglie Marcella, anche lei disegnatrice. Anzi, di questa comune attività, ci rivela anche un particolare curioso: «Io e Francesco ci siamo conosciuti proprio alla Gamma Film dei fratelli Gavioli, a Milano. Era la fine degli anni Cinquanta ed avevamo sedici-diciassette anni. Chi ci ha fatti incontrare è stato un Carosello a cui abbiamo lavorato insieme. Si trattava di «Ulisse e l’ombra», ideato da Osvaldo Piccardo per reclamizzare il caffè decaffeinato Hag. La nostra storia è cominciata con quel personaggio dai grandi baffoni, sempre nervoso, che la sua ombra cercava di tenere a bada».

Un incontro, quello tra Marcella e Francesco, nel nome di Carosello e segnato da una delle stagioni più prolifiche e creative per il disegno animato italiano. Basta peraltro pensare che proprio una trasmissione come Carosello andò in onda ininterrottamente dal 3 febbraio 1957 al 1º gennaio 1977; vent’anni che segnarono molti aspetti del costume italiano e nell’ambito dei quali vennero creati dei cartoni animati ancora oggi rimasti nell’immaginario collettivo. «Furono molti i personaggi a cui lavorammo – continua Marcella – ricordo l’orchestra dei Tacabanda per i biscotti Doria o i tre personaggi preistorici «Mammut, babbut e figliut» che servivano a reclamizzare la Pirelli. Insomma, erano anni ricchi di lavoro e Francesco si dedicò anche ai lungometraggi come «Putiferio va alla guerra», un film d’animazione del 1968 dei fratelli Gino e Roberto Gavioli in collaborazione con Paolo Piffarerio o a film sperimentali con il celebre Adelchi Galloni.

Pochi anni prima della Gabbianella, nel 1991, collaborò al film «Volere volare», diretto da Maurizio Nichetti». Nonostante quest’attività intensa di disegnatore, Francesco Garrone non rinunciò mai alla sua propensione per l’insegnamento e la critica d’arte. Sta di fatto che la sua matita ha contribuito a rendere memorabile un film come quello tratto dal romanzo di Sepulveda ed ha lasciato il segno in una stagione indimenticabile per i tanti che sono cresciuti con Carosello, ultima frontiera televisiva per i bambocci che venivano mandati a letto subito dopo.


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