Savogin al “Carducci”:  lo show della trasformazione
Simone Savogin e Stefano Fumagalli (Foto by Menegazzo)

Savogin al “Carducci”:

lo show della trasformazione

Questa sera a Como una versione aggiornata del suo fortunato “Butterfly Effect” - Con lui il chitarrista e producer Stefano Fumagalli: «Siamo già al lavoro sul prossimo progetto»

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno, tornerà in scena questa sera, venerdì 14 febbraio, presso il teatro dell’Associazione Giosuè Carducci in viale Felice Cavallotti 7 a Como, lo spettacolo intitolato “Butterfly Effect”, scritto ed interpretato da Simone Savogin, con gli interventi musicali di Stefano Fumagalli (chitarre ed elettronica), Martino Malacrida (batteria), Fabio Longo (basso), Edoardo Maggioni (tastiere) e Andrea Baroldi (tromba).

Più volte campione nazionale di poetry slam, scrittore, doppiatore e musicista, Savogin proporrà una nuova versione del suo “effetto farfalla”, ripercorrendo metaforicamente, in un dialogo costante tra parole, suoni, improvvisazioni jazzistiche e suggestioni elettroniche, una delle trasformazioni più radicali e stupefacenti della natura, quella da crisalide a farfalla.

«Ci saranno quattro pezzi in più rispetto allo scorso anno – spiega Savogin – sia testuali che musicali, di taglio un po’ più leggero rispetto al solito, per mantenere più vigile l’attenzione del pubblico sulla storia. Fil rouge dello spettacolo resta il tema della trasformazione: da una sorta di nascita al momento in cui si muore, il fulcro di tutto resta il continuo cambiamento, la costante autoanalisi e consapevolezza di quanto sia utile, in ogni momento, aprirsi agli altri il più possibile. Con l’aggiunta di queste nuove composizioni si inserisce anche un aspetto un po’ meno impegnativo, che non significa prendersi poco sul serio, ma dimostrare che le cose possono essere affrontate e gestite anche in un modo più ironico e tranquillo».

Nuovi testi, dunque, in “Butterfly Effect”, ma anche nuovi brani, come ha modo di raccontare il chitarrista e producer Stefano Fumagalli, compositore di tutte le musiche dello spettacolo. «Alla luce dell’esperienza maturata l’anno scorso sono stati fatti alcuni inserimenti dal respiro diverso. All’inizio di questo progetto, alcune composizioni nate ispirandosi alla poesia venivano eseguite al termine della performance di Simone, come se fossero due cose distinte. Col tempo, la cosa che ho scoperto essere più avvincente e interessante, anche per il pubblico, è il momento in cui la poesia e la musica si compenetrano in profondità, come se fossero la medesima cosa. Finora, la musica è sempre nata dopo i testi, non escludo, però, che in futuro possa accadere anche il contrario. Stiamo lavorando ad un nuovo progetto che vedrà alla luce fra diversi mesi, in cui coinvolgeremo anche altri linguaggi artistici».

«È vero, i brani di questo spettacolo sono nati su ritmiche e immagini già presenti - aggiunge Savogin - e le uniche modifiche richieste da Stefano riguardavano pause e velocità, ma in realtà io ho fatto poco. Tutte le musiche sono frutto della sua grande creatività e sensibilità. Siamo un gruppo di lavoro meraviglioso, non potrei chiedere di meglio. È bello girarsi e vedere i musicisti sorridere mentre suonano».

Oltre alle novità in programma, è ancora grande lo stupore, nelle parole di Simone, nel ricordare la prima rappresentazione comasca di “Butterfly Effect”. «Non ci aspettavamo un riscontro così positivo da parte del pubblico. È difficile portare la musica jazz in un luogo così blasonato come il Carducci, e anche lo slam si è visto una volta sola. Arrivare, con una performance come questa, in un posto che è, a tutti gli effetti, un’istituzione, ci sembrava una sfida impegnativa e stimolante. A quanto pare ci siamo riusciti, da lì si sono aperte tante altre occasioni e tornarci, stasera, sarà una grande gioia. L’invito che faccio al pubblico è quello di godersi lo spettacolo come preferisce, anche ad occhi chiusi, immergendosi nelle atmosfere che si creeranno, spegnendo il telefono e dimenticandosi, per un attimo, delle preoccupazioni e delle fatiche quotidiane. Sicuramente non basta, ma serve a lasciarsi andare e a respirare un po’». Inizio spettacolo ore 20.30 circa, ingresso a 10 euro.


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