Paolo Jannacci a Tremezzo
Jazz strappa applausi

Ottima performance anche dell’Inside Jazz Quartet con il sassofonista Tino Tracanna, il pianista Massimo Colombo il contrabbassista Attilio Zanchi e il batterista Tommaso Bradascio.

Non ha avuto vita semplice quello che oggi si chiama “Tremezzo music festival”.

Tanti anni fa è nato come calendario di appuntamenti jazz e che ha saputo, quasi miracolosamente, sopravvivere alle crisi economiche e ai mutamenti politici che, in una manifestazione che vuole restare gratuita per il pubblico, non sono accidenti da poco.

Il parco Olivelli di Tremezzo ha ospitato artisti di grande livello in un cartellone culminato, sabato sera, con il trio di Paolo Jannacci e un quartetto d’eccezione.

Pianista, compositore e arrangiatore, è stato per tantissimi anni l’alter ego di papà Enzo, fino alla scomparsa avvenuta pochi mesi fa.

Ma quello che gli appassionati di jazz sanno, ma che un pubblico magari meno attento ha potuto scoprire in questa occasione grazie al festival: Jannacci jr. è un musicista con i controfiocchi, un autore intrigante che ha saputo ben amalgamare il trio che, da anni, rappresenta il suo principale canale espressivo, con il contrabbassista Marco Ricci e il Marco Ricci e il batterista Stefano Bagnoli. Più “da specialisti”, se si vuole, ma non meno applaudita l’apertura dell’Inside Jazz Quartet con il sassofonista Tino Tracanna, il pianista Massimo Colombo il contrabbassista Attilio Zanchi e il batterista Tommaso Bradascio.

Nomi ben noti agli appassionati che qui hanno avuto modo di ascoltare alcuni dei più bei nomi del jazz contemporaneo. Una formula che si è espressa al meglio venerdì grazie all’accoppiata dei giovanissimi Enrico Zanisi e Mattia Cigalini. Il primo è un pianista che è già riuscito a sbaragliare la concorrenza, particolarmente agguerrita, accaparrandosi l’ambito riconoscimento annuale del mensile specializzato “Musica jazz” come miglior nuovo talento. Cigalini è un sassofonista estroso, ma anche rigorosissimo e ama – e sa fare amare – anche una musica che al pubblico del jazz non dovrebbe interessare, quella di Jennifer Lopez e Lady Gaga, quella di Shakira e di Rihanna, con risultati strabilianti.

C’è stato tanto da scoprire, in questi quattro giorni: dal progetto tutto al femminile del Nu-Drop Quintet all’incontenibile fragore messicano dei Mariachi La Plaza fino alla canzone d’autore di Francesca Lago oltre a una band ormai consolidata come i Vad Vuc e Massimo Bubola.

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