Note per il  muto dramma della gelosia  A Civenna le melodie de “La piovra”
Francesca Bertini e Amleto Novelli nel film “La Piovra” (1919)

Note per il muto dramma della gelosia

A Civenna le melodie de “La piovra”

Stasera al Festival di Bellagio e del Lago di Como concerto per un film da riscoprire - L’Orchestra della rassegna accompagna le immagini di Eduardo Bencivenga girate nel 1919

“La musica del silenzio” è un ciclo all’interno del Festival di Bellagio e del Lago di Como dedicato al cinema muto, sonorizzato da Rossella Spinosa, direttore artistico di tutta la manifestazione. Stasera, mercoledì 31 agosto, alle 21, al Teatro Grigna di Civenna, accompagnata dalla Bellagio Festival Orchestra diretta da Alessandro Calcagnile, colorerà con le note del suo pianoforte le immagini di un film totalmente da riscoprire.

È “La piovra” che Edoardo Bencivenga realizzò nel 1919. «Magnifica l’interpretazione di tutti gli attori, a partire dall’indimenticabile diva Francesca Bertini, con Amleto Novelli, Livio Pavanelli, Giovanni Schettini. Francesca Bertini, rivive in questa Piovra i suoi tempi più belli. Una storia toccante, quella di una donna tormentata, che affronta le gelosie del suo uomo e la follia del suo amare, trovando un modo per essere pienamente se stessa in tutto il suo vivere e sopravvivere», racconta Spinosa che è tra le principali autrici di musiche per il muto. “La piovra” venne annunciato come una trasposizione cinematografica del processo a Maria Tarnowska, un caso che scosse l’opinione pubblica.

Figlia di un conte, sposò un altro esponente dell’aristocrazia russa, ma tutti sapevano dei suoi tradimenti e della dipendenza della donna dalla morfina. Nel 1907 fece scalpore l’omicidio del conte Kamarovsky, uno dei suoi amanti, assassinato a pistolettate in un palazzo patrizio di Venezia da un altro uomo della Tarnowska, che disse di essere stato istigato dalla donna, descritta a quel punto come “a terrible woman” dai giornali che si buttarono a capofitto su quella vicenda di amore e di morte. Sulla contessa si scrissero racconti e romanzi (oggi si chiamerebbero “instant book”) e anche il cinema si interessò alla torbida vicenda: Visconti accarezzò per tanti anni l’idea di portarla sullo schermo, ma prima ci fu questa “Piovra”, realizzata solo pochi anni dopo il fatto.

Francesca Bertini, al culmine del suo successo, è “la piovra” che, nella finzione, ha il nome di Daria Oblosky mentre Amleto Novelli, uno dei più grandi divi dell’epoca, oggi quasi completamente dimenticato, è “ Petrovich”. Ma non cambiano solo i nomi: anche la trama subì tali e tanti rimaneggiamenti, per evitare noie con gli altolocati protagonisti della vicenda, da risultare quasi estranea all’idea iniziale, inserendosi, però, perfettamente in quel ciclo di interpretazioni da “femme fatale” ben dirette da Bencivenga, regista con cui la diva aveva già interpretato “Mariute” (dove l’attrice interpreta anche se stessa) e “I sette peccati capitali”.

Questo appuntamento del Festival di Bellagio e del Lago di Como chiude il mese di luglio, ma agosto avrà un inizio serratissimo: domani sera in piazza Garibaldi a Menaggio con le più belle ouverture e sinfonie d’opera, venerdì a Lezzeno per ascoltare il violino di Giuseppe Gibboni tra Čaikovskij e Schubert, sabato a Bellagio con il violoncello di Claude Hauri, domenica 4 a Lecco con la chicca de “La finta tedesca” di Johann Adolf Hasse e “Livietta e Tracollo” di Pergolesi.
Alessio Brunialti


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