Giovedì 04 Settembre 2014

Missaglia, L’ultima luna

Omaggio ad Antonia Pozzi

1Lucilla Giagnoni2Il monastero di Missaglia3Antonia Pozzi

Il festival “L’ultima luna d’estate” dedica la serata di oggi ad Antonia Pozzi, una delle voci più alte della poesia del ‘900 europeo, morta suicida nel 1938, a soli 26 anni.

Alle 21.30 al monastero della Misericordia a Missaglia, Teatro in-folio presenta “Antonia Pozzi, la poesia ha questo compito sublime” di e con Lucilla Giagnoni e Luca Maciacchini a cura di Michela Marelli, uno spettacolo di sei anni fa, realizzato in occasione del settantesimo della morte.

Spirito inquieto

Antonia Pozzi, nata a Milano nel 1912 e nipote di Tommaso Grossi, figlia di Roberto, importante avvocato milanese e della contessa Lina Cavagna Sangiuliani, passò parte del suo tempo nella settecentesca villa di Pasturo dove trovava pace e ispirazione, tanto che il paesaggio delle valli lecchesi compare spesso nella sua opera letteraria, molto più dell’ambiente letterario milanese, che conosceva molto bene. Frequentava infatti Vittorio Sereni, suo amico fraterno, Enzo Paci, Luciano Anceschi, Remo Cantoni, il secondo dei suoi amori (non ricambiato), essendo il primo Antonio Maria Cervi, il suo docente di latino e greco.

Il titolo dello spettacolo è tratto da un brano della poetessa: «Perché la poesia ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci rimbalza nell’anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell’arte, così come sfociano i fiumi nella celeste vastità del mare».

La giovane Antonia Pozzi tiene un diario e scrive lettere che manifestano i suoi tanti interessi culturali. Coltiva la fotografia, ama le lunghe escursioni in bicicletta, progetta un romanzo storico sulla Lombardia, conosce il tedesco, il francese e l’inglese, viaggia, pur brevemente, oltre che in Italia, in Francia, Austria, Germania e Inghilterra. Muore suicida nel dicembre del 1938, dopo una lunga depressione seguita alla brusca interruzione della sua relazione col professore di latino e greco. La famiglia negherà la circostanza “scandalosa” del suicidio, attribuendo la morte a polmonite. In realtà Antonia Pozzi prese dei barbiturici all’abbazia di Chiaravalle e si lasciò morire nel gelo del 3 dicembre di un anno particolarmente freddo.

La grande italianista Maria Corti, che la conobbe all’Università, disse che «il suo spirito faceva pensare a quelle piante di montagna che possono espandersi solo ai margini dei crepacci, sull’orlo degli abissi, un’ipersensibile, dalla dolce angoscia creativa, ma insieme una donna dal carattere forte e con una bella intelligenza filosofica».

Visita guidata e aperitivo

Prima dello spettacolo alle 20 è possibile partecipare a una visita guidata al Monastero a cura di Silvano Valentini, mentre Fabrizio Fiaschini, dell’università di Pavia, introdurrà l’opera e la figura di Antonia Pozzi alle 20.45. Completa la serata il secondo aperitivo teatrale, alle 18.30 con l’Atelier delle arti e del gusto all’oasi WWF Galbusera Bianca a Rovagnate, titolo “Gli antieroi della Bovisa”, con Luca Radaelli voce e Mauro Rossetto alla chitarra.

Biglietto 13 euro, aperitivo teatrale 13 euro, prenotazione obbligatoria, info e prenotazioni Associazione Teatro Invito - tel. 039 59.71.282 - [email protected]

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