“M Il figlio del secolo”
Violenza e commedia

Al Piccolo Teatro Strehler la produzione dedicata alla nascita del fascismo, tratta dai lavori di Antonio Scurati

“M Il figlio del secolo” Violenza e commedia
M IL FIGLIO DEL SECOLO Foto di Masiar Pasquali

Mussolini dittatore. Mussolini commediante. Il racconto di un regime di violenza e cartapesta. E teatro, grande teatro, con la macchina scenica del Piccolo vestita a festa, come nelle grandi produzioni.

“M il figlio del secolo” di Massimo Popolizio è una scommessa vinta, l’impresa di portare in scena i due monumentali volumi di Antonio Scurati dedicati al duce del fascismo, oltre 800 pagine fitte fitte che danno vita a uno spettacolo di quasi tre ore divisi in trenta quadri.

Ci sono gli Arditi, esaltati in guerra e dimenticati alla fine del conflitto. C’è Margherita Sarfatti, musa e consigliera poi ripudiata. C’è – centrale – la figura di Matteotti, fino al suo orribile assassinio, ma anche negli emozionati dialoghi epistolari con la moglie. C’è il fascismo, farsa tragica di un ventennio di cui non ci siamo ancora completamente liberati. E c’è la gioia di ritrovare una sala piena, anche se con le mascherine FFp2 calati sul volto e le sacrosante norme di sicurezza da rispettare.

«È una staffetta tra diciotto attori – spiega Massimo Popolizio – che, lontano da ogni retorica, porta all’attenzione del pubblico il ritmo incalzante di una scalata al potere, avvenuta in un momento di profonda debolezza di istituzioni e partiti».

Perché alla fine protagonista di questo lavoro è l’intera comunità nazionale, “il paese opaco”, quasi che il fascismo non sia “l’ospite di questo virus che si propaga ma l’ospitato”.

“M il figlio del secolo” è in cartellone al Piccolo Teatro Strehler fino al 26 febbraio . (v. col.)

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