L’arte a Como è “StreetScape”:  un Campo urbano 50 anni dopo
L’incontro in Pinacoteca: Chiara Canali, Ugo La Pietra, Giuliano Collina, Michele Viganò e Andrea Rosso (Foto by foto butti)

L’arte a Como è “StreetScape”:

un Campo urbano 50 anni dopo

Ottava edizione per il progetto pubblico di Street e Urban Art - Un incontro sull’esperienza del 1969 e nuove opere visibili in città

Ottava edizione per StreetScape, il del “progetto pubblico di Street Art e Urban Art nelle piazze e nei cortili della città di Como” che si svolge a mezzo secolo di distanza da “Campo Urbano - Interventi estetici nella dimensione collettiva urbana”, la mostra – evento curata da Luciano Caramel nel settembre del 1969, cui parteciparono creativi come Bruno Munari, Ugo La Pietra, Enrico Baj, Gianni Colombo, Gianni Pettena, Giuliano Collina, Dadamaino e Ugo Mulas, e la cui vasta eco non si è ancora spenta, a cinquant’anni di distanza.

Ieri pomeriggio La Pietra, Pettena, e Collina, in occasione della Giornata del contemporaneo, hanno raccontato quell’indimenticabile esperienza in Pinacoteca dove è stata anche installata, all’interno dello spazio Campo Quadro, un’opera inedita e appositamente realizzata da La Pietra. «L’installazione è composta da due fotomontaggi che mettono a confronto l’intervento dell’artista sull’isola pedonale di Como in occasione della mostra del 1969 con una sua analisi dell’isola pedonale di via Paolo Sarpi a Milano, utilizzata oggi per il carico e scarico delle merci del mercato all’ingrosso. Il confronto è presentato anche con opere che alludono all’abitare urbano dal titolo ‘Abitare è essere ovunque a casa propria’», spiegano i curatori di StreetScape Chiara Canali e Ivan Quaroni.

L’opera sarà visibile fino al 17 novembre. E, annunciate dal grande toro seduto collocato davanti al Broletto, che ha fatto tanto parlare di sé nei giorni scorsi, da ieri sono visibili anche tutte le altre opere: quella di piazza Duomo si intitola “Non è vero, ma ci credo”, realizzata da Christian Balzano.

Sono quattro gli interventi di Francesco Garbelli, suddivisi tra piazza Volta, i bagni pubblici della stazione di Como Lago e piazza Medaglie d’Oro. Il “Plinio” di Enrico Pantani trova spazio a Palazzo Cernezzi e il “Digiunare sull’erba” di Icio Borghi nel Chiostrino di Sant’Eufemia.

«In un momento di veloci cambiamenti – dice Michele Viganò, presidente e promotore del comitato artistico StreetScape – non è la gente che incontra l’arte ma l’arte che incontra la gente. StreetScape: a Como l’arte è visibile a tutti». E la connessione con Campo Urbano proseguirà con un evento che davvero consentirà a chi non c’era di respirare l’aria di quel formidabile momento: «Solo per giornata del 19 ottobre, sarà rieditata l’opera “Laundry” di Gianni Pettena. Il 21 settembre 1969 Pettena stese in piazza del Duomo dei panni, con i quali si intendeva sottolineare la differenza tra l’abitare e l’apparire di una città. Le clothes – lines dei panni lavati e stesi ad asciugare nella piazza principale della città, ironizzando sulla staticità di quel contesto, raccontavano invece la città nel suo divenire, nel suo quotidiano, nella freschezza del vivere, ricordavano che i luoghi dell’ufficialità sono soprattutto spazi di ostentazione del potere ma anche di contrasti sociali ed emarginazione».


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