La scomparsa di Pietro Citati
Maestro di cultura e impegno

Lo scrittore, critico e giornalista toscano è morto oggi, in provincia di Grosseto, a 92 anni. Vinse nel 1984 il Premio Strega con “Tolstoj”

La scomparsa di Pietro Citati Maestro di cultura e impegno
Pietro Citati
(Foto di Archivio La Provincia)

Lutto nella cultura italiana. La morte di Pietro Citati, oggi a 92 anni, lascia un vuoto profondo per lo sfaccettato contributo che lo scrittore e critico letterario toscano ha dato alle lettere (ricevette il Premio Strega nel 1984), non meno che all’impegno civile e al giornalismo. Proprio il quotidiano La Repubblica ha comunicato la notizia della scomparsa di Citati, uno dei suoi collaboratori più prestigiosi. E’ morto all’età di 92 anni lo scrittore e critico letterario Piero Citati. A dare la notizia è stata la Repubblica, di cui è stato una delle firme più importanti.

Firmò le biografie di grandi autori, da Tolstoj a Manzoni, da Kafka alla Mansfield.

Nato il 10 febbraio 1930 a Firenze da una nobile famiglia siciliana, Citati trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Torino. Nel 1942, durante la guerra, si trasferisce con la famiglia in Liguria. Si laurea nel 1951 in Lettere moderne all’Università di Pisa quale allievo della Scuola Normale Superiore. Incomincia la sua carriera di critico letterario collaborando a riviste come Il Punto - dove conosce Pasolini - L’approdo e Paragone. Dal 1954 al 1959 insegna italiano nelle scuole professionali di Frascati e della periferia di Roma. Negli anni Sessanta scrive per il quotidiano Il Giorno.

La sua carriera di «intellettuale rigoroso e mai banale», come oggi lo saluta il ministro della Cultura Dario Franceschini, inizia a passo di carica, come critico militante, dalla penna affilata quando si trattava di stroncare e dal cuore immenso quando si trattava di sostenere autori come Carlo Emilio Gadda, mezzo secolo più di lui, ma stretto in un legame di amicizia testimoniato dalle lettere a tratti esilaranti pubblicate da Adelphi con il titolo “Un gomitolo di concause” “.

Si laurea nel 1951 in Lettere moderne all’Università di Pisa quale allievo della Scuola Normale Superiore. Incomincia la sua carriera di critico letterario collaborando a riviste come Il Punto - dove conosce Pasolini - L’approdo e Paragone

Nel 1984 ha vinto il premio Strega con la biografia “Tolstoj” e prima anche il premio Viareggio nel 1970 con il suo “Goethe” e numerosi riconoscimenti all’estero. Ha a lungo diretto la prestigiosa collana Scrittori greci e latini della Fondazione Lorenzo Valla.Fra le sue opere “Immagini di Alessandro Manzoni: un saggio” (1973); “Alessandro” (1974); “Vita breve di Katherine Mansfield” (1980); “Tolstoj” (1983); “Kafka” (1987); “Ritratti di donne” (1992); “La colomba pugnalata: Proust e la Recherche” (1995); “La luce della notte. I grandi miti nella storia del mondo” (1996); “La collina di Brusuglio: ritratto di Manzoni” (1997); “L’armonia del mondo: miti d’oggi” (1998); “La mente colorata: Ulisse e l’Odissea” (2002); “Israele e l’Islam: le scintille di Dio” (2003); “La malattia dell’infinito” (2008); “Leopardi” (2010); “Il Don Chisciotte” (2013); “I Vangeli” (2014). Nel 2006 è uscito un Meridiano Mondadori composto di suoi scritti, “La civiltà letteraria europea”, a cura di Paolo Lagazzi, progettato dall’autore stesso ritagliando saggi di varia dimensione e scegliendo libri interi all’interno della sua vastissima produzione. Le sue opere ora sono nel catalogo Adelphi.

Il ministro Franceschini: «intellettuale rigoroso e mai banale»

Lo scrittore e critico letterario Piero Citati è morto nella sua casa di Roccamare, località del comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto) dove hanno vissuto anche Italo Calvino e Carlo Fruttero. La salma dello scrittore è sempre in Maremma e tra qualche ora partirà per Roma dove verrà officiata la funzione funebre. Citati poi riposerà a Grosseto, nel cimitero monumentale della Misericordia.

© Riproduzione riservata

© RIPRODUZIONE RISERVATA