Koopman e Mertens, amici sul lago  L’inno del LacMus al Lario
Il concerto sull’Isola Comacina: uno dei momenti più suggestivi del LacMus festival

Koopman e Mertens, amici sul lago

L’inno del LacMus al Lario

Il concerto di Griante ha rappresentato la summa dell’edizione 2019 del Festival - Rimane aperta a Villa Mainona di Tremezzina la mostra “L’incanto musicale del Lago di Como”

Due amici di una vita fanno musica insieme. L’uno incarna l’energia dello strumento musicale; l’altro la profondità degli affetti che viene del canto. In loro le distinzioni fra tecnica e poesia, metodo e spontaneità, pensiero e azione sono definitivamente superate e fuse in un flusso vitale che è arte pura.

Ton Koopman e Klaus Mertens, ospiti sabato sera di LacMus Festival a Griante, hanno costituito la summa di ciò che, a terza edizione appena conclusa (rimane aperta fino a fine mese la bella mostra su “L’incanto musicale del Lago di Como”), pare l’intento della rassegna fiorita in Tremezzina. C’è l’essenza di un pensiero e del modo profondo di far musica di un’epoca, nel percorso tracciato da Mertens e Koopman fra le mura della piccola Chiesa Anglicana dell’Ascensione in riva al lago: un clavicembalo e un organo positivo, fra i quali Koopman si alterna con l’energia di sempre, sostengono e fanno tutt’uno con il calore e colore baritonale di Mertens. La parte cantata del concerto passa con disinvoltura dall’Affektenlehre delle Arie del Bach sacro alle freschezza inattesa del Mozart liederistico, delicato come Das Veilchen che chiude il concerto, passando per un omaggio ancora una volta raro e prezioso all’Italia vista da Bach e Händel nelle rispettive Cantate “Amore traditore” e “Dalla guerra amorosa”. Klaus Mertens dà ancora tutta la nobiltà e la spontaneità delle pagine scelte, colorandole di una patina di pathos signorile e fondendo un modo unico il senso della parola e del suono musicale.

Ton Koopman è un tutt’uno, in parti strumentali tutto fuorché scontate: al netto della sapienza nel fiorire le linee melodiche, l’intersecarsi di brani strumentali come la Toccata bachiana BWV 916, la celebre e sognate Aria dalle Variazioni Golberg ma anche i piccoli temi dal Quaderno di Anna Magdalena sono gioielli pari alle fitte parti che sostengono il canto dei Bach e di Händel.

Originalità, varietà, qualità che il pubblico decisamente internazionale presente alle proposte di LacMus Festival ha dimostrato di apprezzare anche in questa terza edizione: Louis Lortie, il pianista franco-canadese che si è unito alla lunga schiera di musicisti innamorati del lago di Como come artefice e padrone di casa della rassegna, anche in veste di interprete, sta rispondendo con gli organizzatori dell’associazione Ars Aeterna e alle realtà del territorio a una valorizzazione della Tremezzina sempre più attenta e di qualità verso luoghi scelti dagli artisti d’Europa per almeno due secoli.

Se l’occasione concertistica rimanda ormai all’anno venturo, merita entro fine mese fare ancora una visita a Tremezzo: a Villa Mainona rimane aperta la bella mostra curata da Paola Colombo “È degli angeli un sorriso, questo lago, il verde, i fior”. Nella sede del Museo del Paesaggio del Lago di Como i documenti musicali, fotografici di molti fra i grandi della musica sul Lario dagli operisti alla famiglia Schnabel danno una lettura una volta di più originale, interessante e, ancora una volta, preziosa.


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