Integrale di Schubert:   Leotta completa l’opera
Il pianista comasco Christian Leotta

Integrale di Schubert:

Leotta completa l’opera

l pianista lariano oggi alle 18 al Teatro Sociale di Como con il quarto concerto del suo ciclo - In programma la Sonata in la minore D 845, op. 42, definita “Première Grande Sonate”

Christian Leotta raggiunge oggi - domenica 9 febbraio - il suo nuovo traguardo. Con il quarto e ultimo concerto, alle 18 odierne in Teatro Sociale, il pianista comasco corona la sua nuova sfida integrale, quella di eseguire tutte le 11 Sonate per pianoforte “compiute” di Franz Schubert.

Noto letteralmente in tutto il mondo per le serie che ormai non si contano di integrali del corpus beethoveniano, Leotta è ora il primo e unico pianista italiano ad avere in repertorio e ad eseguire in concerto sia il ciclo delle Sonate per pianoforte di Beethoven, sia quello schubertiano. Christian ha voluto fortemente che la première italiana – dopo che la prima volta ufficiale era stata lo scorso anno presso la notissima Alti Hall di Kyoto, in Giappone, con un ciclo unico di sette concerti salutato da uno straordinario successo di pubblico – fosse nel teatro della città che lo ha visto crescere.

All’elenco complessivo messo in cartellone nei quattro recital comaschi mancano due opere fondamentali, che rendono questo ultimo appuntamento imperdibile in sé.

Leotta aprirà il concerto con la celebre Sonata in la minore D 845, op. 42: definita “Première Grande Sonate”, prima ad essere pubblicata, l’op. 42 è giudicata da molti come manifesto della trasformazione della sonata pianistica in epoca romantica in flusso di intimismi, attese, colori sonori.

Seguirà, per chiudere tutto, ‘la’ Sonata per pianoforte per eccellenza di Schubert, quella in si bemolle maggiore D 960. Canto del cigno del musicista viennese, opera che lo stesso Leotta definisce sconvolgente e sublime testamento spirituale di Schubert, la Sonata “porta l’animo dell’ascoltatore verso l’infinito mondo musicale del genio viennese fin dalle prime battute”: la D 960 è la terza delle ultime tre Sonate, composta a settembre del 1828 due mesi prima della prematura scomparsa di Schubert, caratterizzata dalle dimensioni ampie nei quattro movimenti in cui è articolata, con un’autonomia ormai definitiva dal modello beethoveniano verso un’individualità profonda che porta, all’ascolto, a perdere la cognizione del tempo verso dimensioni di assoluto, romanticamente libero e fantastico.

L’integrale schubertiana di Cristian Leotta si è concretizzata con la collaborazione e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e in collaborazione con il Teatro Sociale di Como As.Li.Co. Al botteghino di piazza Verdi del Teatro Sociale è possibile trovare ancora biglietti con posto unico a 20 euro (anche online al sito teatrosocialecomo.it).

Terminata l’integrale comasca, per Christian Leotta sarà ancora tournée mondiale: in Indonesia per il ciclo schubertiano a Giakarta già in questo mese di febbraio, poi nel tour latino americano con Beethoven previsto per i mesi di aprile e maggio (Panama, Messico, Perù, Uruguay), ancora con Schubert a Cartagine in ottobre e al Palazzo Wallenstein per il Mala Strana Chamber Music Festival a Praga, per poi concludere il 2020 dall’altra parte del globo nel nuovo tour giapponese previsto a partire dal mese di novembre.


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