Garbo: «Ritorno sulle scene per celebrare gli inizi»
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Garbo: «Ritorno sulle scene
per celebrare gli inizi»

Domani, sabato 13 aprile, doppio appuntamento a Como in occasione del Record store day: in serata festa musicale per “A Berlino... va bene” e “Scortati”

Si festeggia da dodici anni ed è un’occasione per sottolineare l’importanza che la musica e i dischi hanno avuto e, fortunatamente, sono ritornati ad avere grazie alla seconda vita del vinile.

È il Record store day che si celebra domani, sabato 13 aprile, in tutto il mondo, con un elenco di pubblicazioni speciali ma anche di eventi.

Alta Fedeltà Como, di Francesco Mormile, gioca doppiamente in casa: nel suo agguerritissimo punto vendita di via Manzoni 2, domani dalle 15 alle 16 ospiterà Garbo, l’artista di cui è manager e amico, assieme a Andy, storico elemento dei Bluvertigo e artista tra i più eclettici del panorama nostrano.

Entrambi sono ospiti di “Radiowave”, singolo (naturalmente in vinile a 12 pollici) di Eugene e tutti saliranno, poi, sul palco dell’Officina della Musica di via Giulini 14/B per quella che Garbo promette essere una festa della musica, del disco e di un gruppo di artisti con cui sarà prossimamente in tour. «Ci saranno anche Luca Urbani, un mio collaboratore ormai storico – preannuncia – e Matteo Agnelli. Assieme allo stesso Eugene saranno gli unici componenti della band con cui tornerò in tour».

Quindi l’addio alle scene era solo temporaneo?

In autunno saranno due anni che non suono live e, davvero, non volevo più farlo, ma ho avuto tantissime richieste che, alla fine, mi hanno convinto. Ma volevo che si trattasse di uno spettacolo diverso da tutto quello che ho fatto prima. Così l’idea è caduta sui miei primi due album, “A Berlino... va bene” e “Scortati”, anche perché li abbiamo ristampati di recente e li ho riascoltati dopo tanti anni.

Com’è stato risentirli a distanza di quasi 40 anni

?

Sicuramente certi suoni sono datati, si usavano i mezzi dell’epoca, però devo dire che li ho trovati freschi, ancora moderni.

E certi suoni adesso si cerca di replicarli nelle nuove produzioni

.

Esatto. Quindi mi sono detto perché no? Anche perché di quei dischi ho sempre portato sul palco solo i singoli. Così invece potrò fare qualcosa di particolare, anche per l’idea di una formazione molto elettronica, con Eugene e Urbani alle tastiere, Agnelli alle chitarre, senza basso né batteria.

Parlando di “Record store day”, com’era stato l’impatto con il primo disco con “Garbo” in copertina?

Emozionante, sicuramente, anche se devo dire, anzi, ribadire che non ho mai condiviso la scelta del grafico di mettere sulla fotografia un matitone rosso, fumettistico. E ricordo anche perché: dicevano che altrimenti l’immagine sarebbe stata troppo cupa, troppo dark... Che era esattamente quello che volevo.

Da “Scortati” ho potuto occuparmi personalmente della copertina, assieme a mio fratello, Gianantonio Abate, che è un artista di grande sensibilità oltre, naturalmente a conoscermi meglio di chiunque e a condividere con me certe scelte artistiche.

Anche musicali?

Certo, anzi, parlando di dischi fu lui a regalarmi il mio primo 45 giri. Era “Walk on the wild side” di Lou Reed.

Comunque nella ristampa non c’è più la matita.

No, finalmente l’ho tolta! Ho anche recuperato la foto come volevo che venisse stampata, in bianco e nero. Ricordo che la Emi pubblicò “A Berlino... va bene” il 21 settembre, lo stesso giorno de “La voce del padrone” ed eravamo lì io e Franco, nello stabilimento di Caronno Pertusella, con le prove di stampa in mano.

Dal passato al presente: com’è nata questa collaborazione con Eugene?

Lo conosco da tanti anni: nel 2005 partecipò a un concorso in cui ero in giuria assieme a Morgan e ad altri. Ci piacque molto e, infatti, vinse. Non è noto in Italia, ma lui vive e lavora principalmente in Gran Bretagna, scrive in Inglese. Avevo già coprodotto un suo brano e, quindi, sono stato felice di partecipare anche a “Radiowave” assieme a Andy. Quella di domani sarà anche una bella occasione per ritrovarci tutti: presto proveremo per il tour che potrebbe intitolarsi “Scortati... a Berlino”.


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