Frescobaldi, Rossini e Pergolesi  A Bellagio musica da (ri)scoprire
Il flautista Stefano Maffizzoni, domani sera per il Festival di Bellagio e del Lago di Como

Frescobaldi, Rossini e Pergolesi

A Bellagio musica da (ri)scoprire

Lunedì sera nella chiesa di San Giovanni la Bellagio Festival Orchestra - Il flautista Stefano Maffizzoni protagonista del terzo appuntamento della stagione

A Bellagio la grande musica per orchestra non smette di risuonare. Il Festival di Bellagio e del Lago di Como, dopo avere aperto in grande splendore la sua nona stagione venerdì sera nella cornice raffinata del Grand Hotel Villa Serbelloni con Beethoven e Mendelssohn ed essere sceso sabato in San Nicolò a Lecco con la musica di Mozart, domani, lunedì 24 giugno, sarà nuovamente nella perla del Lario con il terzo evento musicale di un’apertura mai come quest’anno altisonante.

Un lunedì sera con la Bellagio Festival Orchestra e la musica di Frescobaldi, Rossini e Pergolesi è una scoperta da fare: alle 21, tra le mura millenarie più volte accresciute e abbellite della chiesa di San Giovanni, Ivan Antonio e il flautista Stefano Maffizzoni in veste di solista guideranno la compagine della Bfo nella terza serata di un fine settimana di festa e cultura. Partendo da lontano, con le Cinque canzoni da sonare a due canti composte da Girolamo Frescobaldi presumibilmente negli anni in cui l’arcipretale bellagina veniva ampliata da originale basilica romanica a nuova arcipretale, la Bellagio Festival Orchestra renderà omaggio al Gioachino Rossini più volte ospite del ramo comasco del Lario con due delle giovanili Sonate a quattro – la quarta, in tonalità di si bemolle, e la sesta in sol maggiore.

Stefano Maffizzoni, allievo tra gli altri di Gazzelloni, Nicolet, Scultz, solista di caratura internazionale e dedicatario di numerose composizioni di musica contemporanea, prenderà per il proprio strumento la giusta parte di spicco con il prezioso Concerto per flauto e orchestra in sol maggiore di Giovanni Battista Pergolesi, sempre diretto da un Ivan Antonio che, dai suoi trentatré anni d’età, può vantare una presenza sul podio e come compositore di rilievo.

Il concerto di lunedì sera, terzo di un tris di grande impatto con cui il Festival di Bellagio e del Lago di Como apre una nona stagione tutta all’insegna del repertorio orchestrale interamente offerto in modo gratuito al pubblico di appassionati, turisti e lariani, non potrà che far eco al brillante debutto di venerdì sera del quale merita dar conto. Un’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano diretta con entusiasmo da Fabrizio Ventura ha entusiasmato il pubblico che affollava il Salone Reale del Grand Hotel Villa Serbelloni: un concerto luminoso, con i Pomeriggi in grande spolvero nella Prima Sinfonia di Beethoven giocata con molta chiarezza, tra fiati luminosi e archi pulsanti.

Un entusiasmo condiviso con l’apertura dedicata al Concerto per violino e orchestra op. 64 di Mendelssohn, affidato nella parte solistica al giovane Gennaro Cardaropoli: una bella concione fra il violino scalpitante e l’orchestra tesa a far sentire la sua autorevolezza fra scintillii e romanticismi della pagina mendelssohniana. Cardaropoli dà al suo strumento settecentesco di Landolfi un suono carnoso e incisivo, che tiene testa con orgoglio all’insieme orchestrale. E strappa, neanche a dire, applausi convinti al pubblico internazionale presente in sala.


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