Blue Note, il massimo anche per il Gospel Gli Angels in Harlem
1Dee Dee Bridgewater, attesa a fine gennaio 20152 Il Gospel di qualità al Blue Note, uno dei classici3 Mario Venuti

Blue Note, il massimo
anche per il Gospel
Gli Angels in Harlem

Dal 26 al 31 una delle formazioni più celebrate
Poi ci saranno grandi nomi anche a gennaio
con Maria, Venuti, gli Incognito e Bridgewater

Il Gospel degli Angels in Harlem (dal 26 al 31 dicembre) per chiudere il 2015, un poker di stelle per iniziare il prossimo anno, a cominciare da Tania Maria (9 e 10 gennaio) per poi lasciar spazio agli Incognito (dal 13 al 17), a Mario Venuti (il 21) e a Dee Dee Bridgewater (dal 28 al 31).

È il programma del Blue Note di Milano: da più di dieci anni il locale di via Borsieri 37 è il punto di riferimento per la musica di qualità nel capoluogo, partendo dal jazz, ma spaziando per i generi sempre all’insegna della qualità. E così anche il Gospel deve essere «il miglior Gospel possibile».

Si tratta di una formazione tra le più celebrate del genere, diretta da Allen Bailey, un personaggio con una lunga storia professionale alle spalle. Non solo ha lavorato nelle produzioni di artisti come Lionel Richie, Prince e Michael Jackson, ma Don King lo volle come coordinatore degli spettacoli attorno al “Rumble in the jungle”, il leggendario match tra Mohammed Ali e George Foreman in Zaire.

Il progetto Usa for Africa

Tra le altre prestigiose collaborazioni di Bailey c’è quella per il progetto “Usa for Africa” che sfociò nella celeberrima “We are the world”, proprio grazie all’amicizia con “Jacko”, Richie e Quincey Jones. L’idea di dare vita a una grande formazione gospel gli venne proprio in quel periodo, a metà anni Ottanta, quando era presidente della “Martin Luther King holiday campaign”.

Il coro ha diviso la scena con personaggi tanto diversi quanto possono esserlo i Chieftains e gli U2 (anche se sono tutti irlandesi), Diana Ross e Keith Richards, Jessica Simpson e i Gorillaz, la cartoon band di Damon Albarn. Il Gospel è definitivamente esploso anche in Europa e l’Italia non fa eccezione. All’inizio, con l’arrivo delle prime formazioni americane, c’era il rischio che si sviluppasse un discorso prettamente spettacolare, una moda, uno schioccare di dita e un battere di mani che non teneva presente l’aspetto sacro di questa musica.

Ma la forza e la dedizione dei musicisti e dei predicatori è riuscita ad avere ragione di qualsiasi fraintendimento. Non sono messe, ma non si tratta neppure di semplici performance: i richiami al sacro non si contano, testimonianza di un passato fatto di sofferenze, di stenti, di umiliazioni e di preghiere. Nelle piantagioni sono nati gli spiritual, i canti che alleviavano la fatica di un lavoro in condizioni disumane. Il Gospel ne è la versione moderna, con autori riconosciuti, una visione più “corretta” delle sacre scritture e qualche concessione anche ai ritmi più moderni per avvicinare anche i giovani alla chiesa.

I biglietti per i concerti delle 21 dal 26 al 30 sono già sold out. Sono disponibili quelli del secondo concerto (il 26 e 27 alle 23.30, il 28, 29 e 30 alle 23) a 33 euro ridotti a 28 se acquistati entro due ore dall’inizio dello spettacolo. Posti ancora disponibili per il cenone di San Silvestro, dalle 19.30, spettacolo e cena a 200 euro.


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