Vertice sull’emergenza cinghiali  «Ampliare i periodi di caccia»
Cinghiali sulla rotonda a Molinatto di Oggiono

Vertice sull’emergenza cinghiali

«Ampliare i periodi di caccia»

Lecco. All’incontro i sindaci, la Regione Lombardia e le forze dell’ordine

Domani nuovo appuntamento per impostare l’intervento a livello operativo

Estendere gli orari e i periodi in cui cacciare i cinghiali: è soprattutto in questo modo che si cercherà di contenere un fenomeno sempre più pressante, con centinaia di ungulati segnalati in numerosi paesi della provincia di Lecco.

A fare il punto e indicare la strada da seguire sono state le istituzioni che si sono riunite in prefettura per discutere del crescente problema legato alla proliferazione dei cinghiali, che causano ingenti danni alle coltivazioni e al verde e potenziali pericoli per i cittadini, oltre a possibili disagi per la circolazione viabilistica.

Ad affrontare la tematica toccando questi possibili risvolti, su invito del prefetto Michele Formiglio in corso Promessi Sposi sono confluiti, oltre alle forze dell’ordine, Roberto Daffonchio di Regione Lombardia, Alfredo Motta e Marco Aldrigo di UTR Lombardia, i sindaci dei Comuni di Bellano, Calolziocorte, Colico, Dervio, Dorio, Erve, Valvarrone, Vendrogno Vercurago Carabinieri Gruppo Forestale, il Comandante Polizia Provinciale, il direttore Coldiretti Lecco-Como, il Comprensorio Alpino Alpi Lecchesi ed il Comprensorio Alpino Prealpi Lecchesi.

«Il prefetto, alla luce della complessità del quadro normativo vigente ed in considerazione delle continue preoccupazioni manifestate dai sindaci dei Comuni della provincia, ha invitato i presenti a cercare una strategia congiunta per contenere e progressivamente risolvere il fenomeno in questione che presenta profili di rischio anche per la sicurezza delle persone», ha comunicato il capo di gabinetto Marcella Nicoletti.

La notizia determinante è quella legata alla disponibilità offerta dai rappresentanti del Pirellone, che hanno aperto all’autorizzazione della caccia di selezione al di fuori dei tempi e degli orari previsti dalla tradizionale forma di caccia.

Notizia accolta con soddisfazione, ma anche con riserva, dai cacciatori, perché «il cinghiale è un animale notturno – spiega uno di questi - Se non posso cacciarli dal tramonto all’alba va da sé che le possibilità di abbatterne sono vicine allo zero. E comunque, anche aprendo alla caccia in un orario esteso, serve l’autorizzazione ad usare visori notturni».

In ogni caso, al tavolo prefettizio è stato anche assicurato che proseguirà l’attività di controllo attraverso l’attuazione del piano 2019-2020, approvato da Ispra.

Saranno inoltre potenziate le attività di formazione per gli operatori volontari, che potranno coadiuvare la polizia provinciale nello svolgimento dell’attività di prelievo.

L’incontro si è chiuso quindi con il nuovo appuntamento, programmato per domani nella sede territoriale della Regione, dove Utr, Polizia Provinciale e Comprensori alpini proseguiranno i lavori impostando il piano d’intervento a livello operativo.


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