«Il mio palazzo al Comune  per farne un centro culturale»
Villa Secomandi, uno splendido edificio liberty a Vercurago

«Il mio palazzo al Comune

per farne un centro culturale»

Vercurago La proposta lanciata dal proprietario della Villa Secomandi

«Disposto a cederla anche ad un prezzo inferiore rispetto al mercato»

Proprio alle spalle del municipio di Vercurago si trova“Villa Secomandi”, splendido edificio liberty dove ha vissuto e dipinto Gianni Secomandi, artista tra i più interessanti della scena culturale degli anni Sessanta-Settanta cui è dedicata anche la biblioteca del paese.

Ora l’attuale proprietario, Riccardo Secomandi, lancia una provocazione: trasformare la storica dimora in un luogo pubblico, rendendola un centro culturale e istituzionale di prestigio per Vercurago.

Un edificio storico

«La villa è ancora come quando vi abitava Secomandi: dipingeva i suoi quadri nel grande salone al piano terra, ed era solito andare nel parco ad osservare le stesse e le costellazioni, cui ha dedicato importanti studi e splendide opere» commenta.

«Sono disposto a cederla all’amministrazione comunale anche ad un prezzo inferiore rispetto al valore di mercato purché diventi un luogo aperto al pubblico: potrebbero trovare spazio una galleria espositiva, come la Quadreria di Malgrate, e i locali di rappresentanza del Comune, gli uffici della giunta e la sala consigliare».

La villa è stata realizzata ad inizio ‘900, come residenza di villeggiatura della famiglia Borgomanero. Oggi è un immobile tutelato dalla Sovrintendenza, che ne ha definitivo lo stile “prettamente eclettico, fra classicismo e manierismo e con qualche reminiscenza liberty”. Di grande pregio sono in particolare gli interni, con vetrate e balaustre in ferro battuto.

Certo non mancano gli ostacoli, anzitutto quelli di natura economica, per vedere concretizzata questa ipotesi: «Villa Secomandi rappresenta sicuramente un pezzo di storia di Vercurago ed è uno degli immobili storici più belli del territorio. Ma dobbiamo essere realistici: è un’operazione che la pubblica amministrazione non può sostenere. Oltre ai costi per l’eventuale acquisto, bisogna inaggiungere anche investimenti di ristrutturazione ed adeguamento degli spazi, oltre che le spese per la manutenzione successiva» spiega il sindaco Carlo Greppi.

L’acquisto dell’immobile rischierebbe di togliere risorse ad altre opere pubbliche. In passato operazioni simili hanno dimostrato come occorra avere una disponibilità economica di lungo periodo per la loro buona riuscita. Un esempio su tutti è la vicenda di Villa Ponchielli a Maggianico: divenuta di proprietà del Comune di Lecco nel 1999, non è mai stata aperta al pubblico ed attende da 20 anni un restauro che possa veramente riconsegnarla - con una nuova destinazione - alla città.

Ma Riccardo Secomandi non si arrende: «Spero che la mia proposta possa essere uno dei temi di discussione in campagna elettorale: si tratta di un pezzo di storia di Vercurago che merita di essere valorizzato».


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