Valmadrera. «Noi estranei   Nessun illecito da parte di Silea»
Una visita guidata al forno inceneritore di Valmadrera

Valmadrera. «Noi estranei

Nessun illecito da parte di Silea»

Conclusa l’inchiesta sullo smaltimento rifiuti della Procura di Brescia

La soddisfazione dei vertici aziendali: «Il giudice ha appurato quanto da noi sostenuto»

Silea non ha commesso illeciti: l’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla Campania, istruita dalla Procura di Brescia, si è conclusa senza che la società sia risultata destinataria di alcun capo d’accusa; ne esce senza imputazioni anche il funzionario che fu coinvolto nelle prime fasi e per il quale – come si ricorderà – Silea dovette attivare anche un’indagine interna.

«Siamo soddisfatti che la magistratura abbia potuto appurare quanto da noi sostenuto sin dall’inizio – afferma il direttore generale di Silea, Marco Peverelli - Del resto, da parte nostra, ci eravamo sempre proclamati estranei alla vicenda, convinti di avere operato correttamente».

Silea era finita nell’occhio del ciclone dopo l’arresto, con l’accusa di traffico illecito di rifiuti, del 48enne Paolo Bonacina, lecchese, amministratore unico della “Bps Srl” e della “B&B” di Torre Pallavicina, in provincia di Bergamo, nell’ambito di un’indagine svolta dai carabinieri del Noe - il nucleo operativo ecologico - di Milano, appunto coordinata dalla Procura di Brescia, con ordinanze di custodia cautelare per lo smaltimento in Lombardia di circa 100mila tonnellate di ecoballe provenienti dalla Campania; negli inceneritori e nelle discariche del nord sarebbero arrivate senza essere sottoposte ai necessari trattamenti, grazie a una rete di intermediari in grado di interferire sulla tracciabilità: l’origine dei rifiuti sembrava, così, la Lombardia stessa. Silea era risultata avere avuto rapporti commerciali, per un importo di 60mila euro nel 2016, con la “Bps Srl”.

Subito l’allora presidente del consiglio d’amministrazione di Silea, Mauro Colombo, si era detto però «pronto a qualsiasi azione a tutela dell’immagine della nostra società» e Peverelli aveva sostenuto che «Silea non ha ricevuto alcuna segnalazione o richiesta di informazioni da parte dell’autorità giudiziaria; non ha mai ritirato ecoballe da Napoli né rifiuti urbani da Roma o Salerno».

Ora, a inchiesta conclusa, lo stesso Peverelli dichiara: «Purtroppo, è facile agitare spettri, trascurando che vengono coinvolte così, in modo più o meno diretto, anche delle persone. Vorremmo che quanti, a titolo individuale o in qualità di portavoce di associazioni, si scagliarono all’epoca immediatamente contro Silea e i suoi dipendenti, agendo da giustizialisti, si rendessero conto che, prima di muovere accuse gratuite, è necessario attendere sempre lo sviluppo delle indagini della magistratura».


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