Valmadrera, i fumi di Silea   s’inalano fin  sul Barro
Il forno Inceneritore di Valmadrera

Valmadrera, i fumi di Silea

s’inalano fin sul Barro

Lo studio commissionato dal Coordinamento rifiuti zero illustrato l’altra sera: non mancano sorprese. Dal forno il vento trasporta gli inquinanti nel territorio, da Galbiate a Oggiono e anche nei luoghi ritenuti più salubri

Il Monte Barro – meta per eccellenza di sportivi, escursioni delle famiglie e scolaresche – è il luogo in cui principalmente ricadono gli inquinanti trasportati dai fumi emessi dall’inceneritore di Valmadrera.

Le ricadute (anzitutto, degli ossidi di azoto, considerati la madre delle polveri sottili) sono inoltre massime attorno alla città di Valmadrera, fino a San Tomaso e nelle altre zone verdi, anch’esse rinomate per le camminate e il tempo libero. Non si salva nemmeno Paré, ma la sorpresa più inattesa è che gli inquinanti emessi dal forno arrivano ad investire «con la stessa intensità di Civate» anche la chiesa di Oggiono e Dolzago.

Tutto questo emerge dalla mappa ricavata dai consulenti del “Coordinamento rifiuti zero”, illustrata l’altra sera a “Palazzo Falck” a Lecco davanti a un folto e attento pubblico, composto anche da consiglieri, amministratori comunali e sindaci (di Dolzago, Santa Maria Hoé, Oggiono, tra gli altri; per Valmadrera c’era l’ex capogruppo di maggioranza, Federico Amaretti).

Un’analisi indipendente

Si tratta di un’analisi indipendente, autofinanziata, commissionata alla società “Servizi territorio – Soluzioni per l’ambiente e l’energia” di Cinisello, che ha tra i suoi clienti colossi come “A2A” ed “Enea”, ma anche il Politecnico di Milano e agenzie istituzionali tra cui Arpa Lombardia. Come ha spiegato Gianni Gerosa, del Coordinamento stesso, “Servizi territorio” ha eseguito la propria simulazione sulla medesima griglia di 13 chilometri per 13 utilizzata anche dall’Università di Torino per eseguire lo studio sulle conseguenze dei fumi sulla salute pubblica, commissionata da Silea: tale indagine è al termine e gli esiti verranno resi noti il prossimo 4 dicembre, tuttavia l’incrocio dei dati inerenti eventuali picchi di tumore e altre malattie è avvenuto su una mappa diversa pertanto il timore del Coordinamento è che l’intera indagine di Silea sia inesatta.

Quest’ultima esclude l’intera area tra Civate, Suello e l’Oggionese.

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