Valmadrera. Husqvarna Lavoratori in sciopero
Il presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti alla fabbrica di Valmadrera

Valmadrera. Husqvarna
Lavoratori in sciopero

Preoccupa l’insorgere di malattie professionali, dopo la ristrutturazione, i dipendenti sono 110

Preoccupazione, ieri, sui volti dei dipendenti della ditta Husqvarna di via Santa vecchia, che hanno scioperato un’ora, dalle 11 a mezzogiorno, per «sensibilizzare l’azienda» (la quale – contattata successivamente dal giornale - ha preferito non rilasciare dichiarazioni).

Da parte della rappresentanza sindacale unitaria sono state evidenziate diverse problematiche, a partire dai «ritmi insostenibili di lavoro», per finire col «rischio di mandare sul mercato un prodotto meno professionale oggi, rispetto al passato, perciò di non rispecchiare gli standard e perdere così terreno».

I sindacati hanno insistito «sull’importanza del marchio e di questo stabilimento, dei quali è in gioco l’avvenire». Sono 110 i lavoratori, dopo la ristrutturazione già avvenuta tra il 2008 e il 2009, che portò lo stabilimento di Valmadrera a specializzarsi in un monoprodotto, un unico modello di rasaerba. Secondo la Rsu, «la maturità dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali è stata dimostrata negli anni; dall’azienda ci si aspetta un segnale di maggiore sensibilità, possibilmente un potenziamento, automatismi o comunque concreti miglioramenti della situazione attuale, e risposte trasparenti».

I ritmi, divenuti «tali che, in produzione – ha detto Renato Valsecchi – non ci si può più nemmeno soffiare il naso possono incidere sulla professionalità, in quanto si lavora in un clima non sereno e di malumore», inoltre «generano preoccupazione per l’insorgere di malattie professionali, che – ha evidenziato Marco Maggiolini – si manifestano specialmente agli arti superiori, ma che l’azienda nega; domandiamo di regolarizzare i ritmi, mentre secondo l’azienda “vanno bene così”: pertanto, abbiamo richiesto l’ingresso di un consulente esterno, per monitorare i calcoli, se c’è tutta questa certezza che siano esatti; al contrario, secondo noi spremono i lavoratori». Ha aggiunto Roberto Scicchitano: «Siamo consapevoli del momento economico, ma la salute dei lavoratori e la salvaguardia di un ambiente sereno sono essenziali anche per garantire la produttività stessa; domandiamo, inoltre, trasparenza e risposte concrete; i ritmi sono incrementati di circa il 20% dallo scorso dicembre, a fronte di una diminuzione dei volumi produttivi, passata dalle 160 mila unità del 2014 alle 129 mila del 2015».

Sempre secondo la rappresentanza sindacale «il livello di efficienza era del 96% lo scorso anno, mentre ai nuovi ritmi è ben difficile che la si potrà conservare». I lavoratori hanno lamentato ieri, infine, la «riduzione dei salari dovuta al ricorso, per circa 13 settimane all’anno, alla cassa integrazione finora motivata dalla stagionalità delle commesse», che frammenterebbe peraltro ulteriormente i ritmi della produzione sulle due le linee di montaggio attive nello stabilimento di Valmadrera, rendendo «incomprensibile ai lavoratori la strategia e alimentando la loro apprensione per il futuro».


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