Valmadrera. Chiediamo rispetto  Appello alla Husqvarna
Una bara con il simbolo dell’azienda: lo stabilimento lecchese sembra arrivato al capolinea

Valmadrera. Chiediamo rispetto

Appello alla Husqvarna

«Siamo lavoratori, non vandali» - I dipendenti in presidio permanente in azienda non possono neppure utilizzare i servizi igienici

«Abbiamo contribuito alla ricchezza e all’immagine del gruppo Husqvarna. Adesso chiediamo rispetto». I lavoratori dell’azienda di Valmadrera, che da lunedì sono riuniti in assemblea permanente con un presidio (anche notturno) fuori dai cancelli dello stabilimento, hanno voluto mettere nero su bianco le loro preoccupazioni e la frustrazione per una situazione nella quale si sono ritrovati nonostante l’impegno di tanti anni in via Santa Vecchia. Un’azienda della quale «abbiamo sempre ritenuto di far parte, facendo sempre il nostro dovere – hanno scritto -. Purtroppo, nostro malgrado, questo è stato smentito dalle prese di posizione della direzione. Ma è soprattutto in questi ultimi mesi che la situazione è degenerata».

L’amarezza, nel momento in cui è stato deciso di andare verso la chiusura, riguarda il fatto che l’amministratore ha informato solo «una parte di lavoratori, escludendone altri. A nostro avviso questo è stato un comportamento discriminante».

Ma non è solo questo ad aver ferito il personale. Qualche ora prima della comunicazione, infatti, «è stato dato ordine di installare telecamere di sorveglianza all’esterno dell’azienda. Come se il nostro presidio potesse rappresentare un pericolo. Inoltre, il 29 maggio, in mattinata, una figura che si occupa di sicurezza ha fatto ingresso in Husqvarna Valmadrera, per rimanere tutto il giorno». Di tutto questo «non comprendiamo la necessità».

Altri episodi hanno suscitato amarezza nei dipendenti. Uno di questi riguarda la consegna, da parte di un corriere, di un pacco personale destinato all’amministratore. L’incaricato ha lasciato il materiale ad alcuni lavoratori in presidio fuori dal cancello, che hanno regolarmente firmato e depositato il pacchetto in un punto sicuro, «senza maneggiarlo o aprirlo, per rispetto».

Il direttore, destinatario non ha gradito: «ha comunicato l’intenzione di denunciare le persone coinvolte, che però hanno agito in totale buona fede. Possiamo credere che la direzione abbia pensato che i dipendenti dal sito di Valmadrera, anziché lavoratori, in realtà possano essere visti come vandali?».

Lasciando a parte la decisione di non concedere l’uso dei servizi igienici ai dipendenti in presidio («elemento di umiliazione per i lavoratori che sottolinea il distacco totale della direzione»), il personale rimarca che «non abbiamo sempre condiviso le scelte di questa dirigenza, ma le abbiamo metabolizzate con sacrificio, pur di proseguire nell’attività lavorativa e non pregiudicare il nome Husqvarna».

Recriminazioni anche in ordine alla «divisione dei lavoratori alimentata negli anni dall’azienda, anche con l’utilizzo arbitrario della cassa integrazione»; cosa questa che «ha condotto una buona parte dei dipendenti a una notevole perdita economica, quindi al minore sostentamento alle proprie famiglie. Impossibilitati anche alla trattativa di un premio di produzione, pur sapendo e denunciando sprechi economici ed erogazioni di premi solamente ad alcune figure all’interno dell’azienda».

«Desideriamo essere considerate persone - concludono -. Chiediamo semplicemente dignità, in quanto il nostro lavoro è stato fondamentale come quello dei livelli dirigenziali, anche se la dirigenza non sembra esserne consapevole. L’azienda Husqvarna siamo tutti noi. I risultati raggiunti in questi anni in termini produttivi e qualitativi ci sono stati anche grazie a noi operai, che nonostante le difficoltà desidereremmo continuare qui il nostro percorso lavorativo».


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