Valmadrera, Buche come voragini  In via del Poggio transitare è un rischio
Crateri in via del Poggio, pericolo per auto, moto e carrozzine

Valmadrera, Buche come voragini

In via del Poggio transitare è un rischio

Situazione drammatica nella via privata Tra i residenti anche una disabile con carrozzina Per intervenire serve il consenso di tutti, tempi lunghi

Buche profonde una spanna: la situazione di via del Poggio è «drammatica»; quel che è peggio: non si vede ad ora la soluzione, per il centinaio e più di abitanti, tra cui una donna disabile, che si muove in carrozzina elettrica.

La situazione

«La strada – per Piera Roncareggi – è per un tratto comunale, ma dalla biforcazione in poi: il primo tratto è privato, ma è percorso ovviamente anche da tutti coloro che vanno e vengono dalle case affacciate sul tratto già, appunto, pubblico. Ci stiamo affidando a un architetto, al Comune chiediamo di prendere in carico la strada appena, da parte nostra, saranno stati eseguiti i lavori di riasfaltatura. Per questo, a giorni, ci sarà un incontro tra i tecnici: è l’accordo su cui si sta lavorando».

Per il sindaco, Antonio Rusconi, d’altronde «il consiglio comunale ha deliberato una precisa soluzione per tutte le strade private oggettivamente riconoscibili ad uso pubblico: è una sola e uguale per tutti; cioè, non basta che qualche residente paghi per altri: è il 100% dei proprietari che deve sottoscrivere un accordo per la realizzazione di un progetto, ai cui costi (dalla progettazione, alle reti dei servizi, all’asfaltatura) il Comune potrà compartecipare fino a un terzo dell’ammontare».

Tra i più preoccupati, c’è Raul Dell’Oro: «Per raggiungere il 100%, non possiamo essere noi abitanti a suonare i campanelli o comunque, anche con altri sistemi più smart, a me finora hanno risposto in pochissimi; questa strada è stata realizzata a spese degli storici frontisti, molto tempo fa e secondo i requisiti fissati allora dal Comune con l’impegno di prendersela poi in carico; invece, non solo non è successo, ma di recente è sorta un’urbanizzazione vasta, che ha portato decine di nuove famiglie. Tra noi, non ci conosciamo: come possiamo gestire da soli un accordo al 100%?».

Per Dell’Oro, la soluzione può essere un’altra: «Data la peculiarità del caso, il Comune esegua le opere urgenti, indispensabili per l’incolumità pubblica, che oggi è gravemente a rischio: poi, si rivarrà ridistribuendo il costo su tutti i residenti».

Almeno un’assemblea

Tra i vicini, anche Anna Masciadri è «allarmata: le condizioni della strada sono degenerate e pericolosissime; non solo per mia mamma, che è disabile, o per me che circolo in moto, ma pensiamo a chi venisse qui a trovare qualcuno e non sapesse di dover fare lo slalom: in quelle buche, si ammazza, tanto più con la pioggia, che non permette di stimarne la reale profondità. Ci auguriamo almeno di poter organizzare un’assemblea».


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