Valcava piange Fausto, un’istituzione

Nel suo ristorante è passata un’epoca

Torre de’ Busi Giuseppe Brumana aveva 76 anni, si è spento domenica per un malore

Il figlio Angelo oggi ha raccolto la sua eredità: «Mi ha insegnato tutto, tanti messaggi di affetto»

Valcava piange Fausto, un’istituzione Nel suo ristorante è passata un’epoca
Giuseppe Fausto Brumana Ristorante Da Fausto Valcava
(Foto di christian dozio)

Doveva il suo soprannome a una battuta con cui il parroco aveva salutato la sua nascita, nel 1944: «Oggi è un giorno fausto».

Così, anche se il suo nome era Giuseppe Brumana, per tutti è sempre stato Fausto. E questo (“Da Fausto”) è stato anche il nome del suo ristorante, che ancora oggi, a quasi cinquant’anni di distanza dalla sua fondazione, è un punto di riferimento.

Il decesso

Fausto Brumana è morto a 76 anni, andandosene nel primo pomeriggio di domenica a causa di un malore che lo ha strappato nel giro di pochi minuti alla moglie Donata, compagna di una vita intera, e al figlio Angelo, che dal padre ha acquisito non soltanto i valori, ma anche i segreti della professione.

«È la fine di un’epoca, per noi – ci ha detto Angelo – ma anche per le tante persone per le quali “il Fausto” era una figura di riferimento. Persone che in queste ore, con le loro telefonate e i tanti messaggi di vicinanza, stanno dimostrando il loro affetto per lui e rendendo un po’ più leggero per me e mia mamma questo momento così difficile. Le ringraziamo di cuore».

La condivisione di dolori così acuti rappresenta sempre un minimo sollievo, per chi deve fare i conti con una perdita, a maggior ragione quando questa giunge improvvisa. Per certi versi, la partecipazione al lutto dà anche la misura di quanto una persona fosse apprezzata. Considerando che sulla pagina Facebook di Angelo Brumana i messaggi di cordoglio sono oltre settecento, si comprende il segno che Fausto ha lasciato in chi lo ha incontrato.

«A proposito di segno – sorride il figlio -, in tanti ricordano i pizzicotti sulle guance con cui mio papà “battezzava” i ragazzi. Tutti, invece, hanno presente la sua allegria, il suo essere sorridente, ma soprattutto il suo essere vero e sincero. Era un uomo di montagna, che diceva senza mezzi termini quello che pensava, ma allo stesso tempo era ricco di umanità e di spirito, oltre che di determinazione».

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