Trecento in piazza

«No, alla zona rossa»

Calolzio: il presidio contro il Regolamento comunale - Vanoli: «Noi siamo altro rispetto a chi nega i diritti»

Trecento in piazza «No, alla zona rossa»
Erano almeno trecento le persone che in piazza Vittorio Veneto hanno manifestato contro la zona rossa

La “lotta” contro le zone rosse introdotte a Calolzio con Regolamento continua. In piazza Vittorio Veneto, i movimenti e le associazioni che hanno deciso di fare propria questa battaglia hanno chiamato a raccolta i cittadini per un nuovo presidio, che ha raccolto oltre trecento persone. Sotto lo sguardo attento ma discreto delle forze dell’ordine, i manifestanti hanno espresso la loro avversione al provvedimento.

Guidati dall’associazione L’AltraVia, dal circolo Arci Spazio Condiviso e dai gruppi di minoranza Cambia Calolzio e Cittadini Uniti, i partecipanti hanno dato vita alla loro protesta pacifica. “Giudicherò una persona dalle sue azioni e non dalla sua provenienza”, si leggeva su un cartello, mentre altri messaggi affermavano che “Salvare vite non è reato – Aprite i porti” e ancora “Oggi come ieri – No zone rosse – No discriminazione e intolleranza”. A illustrare i passi che le associazioni hanno intrapreso è stato Corrado Conti, che ha specificato come la misura sia «lesiva dei diritti dei migranti e di chi vuole accoglierli. Noi siamo contrari all’istituzione di qualsiasi zona rossa in qualunque Comune. Chiediamo all’amministrazione di revocare il provvedimento fin da lunedì, quando al consiglio comunale invitiamo a partecipare tutti coloro i quali sono contrari a questo Regolamento, illegittimo e anticostituzionale. Abbiamo già contattato esperti e legali: se non ci sarà un ripensamento, andremo per vie legali». Il consigliere di Cambia Calolzio Daniele Vanoli ha voluto porre l’accento sul fatto che «noi siamo altro rispetto a chi nega i diritti. I problemi veri sono altri, come il lavoro. Questo regolamento è schifoso e fa venir meno anche lo slogan “teneteli a casa vostra”, perché vieta pure questo».

A intervenire è stato anche Riccardo Gatti, calolziese che lavora con la Ong Open Arms di Barcellona, per la quale ha comandato la nave Astral e ha svolto il ruolo di capomissione su altri vascelli. Gatti ha fatto un parallelo tra la situazione nel Mediterraneo e quella calolziese, con «l’aumento della criminalizzazione delle persone migranti. Negli ultimi due anni c’è stato uno stillicidio di azioni, messaggi e false verità fatti circolare in materia di immigrazione e sicurezza. E si è creato un capro espiatorio dei problemi dei cittadini italiani: prima erano i meridionali, adesso i neri. Stamattina a Vercurago in un bar, un signore mi ha chiesto se finalmente fossi disoccupato perché “quelli là non arrivano più”. Ma a contribuire alla criminalità non è l’immigrazione, quanto la povertà».

Presente anche una delegazione della Cgil, guidata dal segretario generale Diego Riva, secondo cui il regolamento è «assurdo. Noi sappiamo da che parte stare e continueremo a rivendicare che il diritto è di tutti, compreso quello di poter stare in questo Paese con la giusta dignità».

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