Teleriscaldamento, rush finale  I tre Comuni votano a giorni
Il forno inceneritore di Valmadrera, si discute sul progetto di teleriscaldamento

Teleriscaldamento, rush finale

I tre Comuni votano a giorni

Consiglieri di Lecco, Malgrate e Valmadrera pronti a esprimersi

Si passerà poi all’appalto per i lavori degli impianti di collegamento

LECCO

L’ultimo passaggio dalla rappresentanza popolare, poi tappe forzate verso l’appalto. Il via libera al teleriscaldamento andrà al voto dei consiglieri di Lecco, Malgrate e Valmadrera nelle prossime settimane, praticamente alla ripartenza dei lavori. Dopodiché, il faraonico progetto legato al termovalorizzatore cesserà di fatto di essere sindacabile dai Comuni, per passare in mano alle scelte della futura stazione appaltante Silea.

Un passaggio fondamentale, insomma, quello che sta ormai maturando nel capoluogo e nei Comuni confinanti. A Palazzo Bovara se ne discuterà martedì in commissione, quindi il 24 settembre nella seduta ufficiale. Quel via libera sarà in ogni caso quello definitivo. Agli atti e nella documentazione consegnata ai consiglieri, infatti, c’è già la bozza di convenzione tra gli enti locali e la partecipata Silea, cui è già appaltata la raccolta rifiuti del territorio. Toccherà all’ente guidato da Mauro Colombo, poi, sviluppare il vero e proprio appalto. A quel punto, il progetto di teleriscaldamento diventerà realtà, per una durata di trent’anni, al costo di oltre 40 milioni di euro e ad opera di uno dei sei soggetti che si sono già fatti avanti. La manifestazione d’interesse dello scorso febbraio, infatti, ha raccolto un cospicuo gruppo di operatori del settore distribuzione di calore, tutti pronti a varare un project financing per la realizzazione e la gestione di reti e centrale di teleriscaldamento a servizio di utenze pubblico private. Toccherà a Silea curare i rapporti con il concessionario del teleriscaldamento e vigilare sull’erogazione del servizio.

Un servizio che si snoderà in buona parte nel sottosuolo dei tre Comuni, rendendo necessarie attività di scavo del fondo stradale, di interramento e ripristino. Tutto questo per qualcosa che la convenzione definisce «benefici alle collettività in termini di risparmio dei consumi energetici e di miglioramento della qualità dell’aria». Inutile dire che il timore di quanti si sono sempre opposti all’operazione guidata da Silea è esattamente l’opposto: cioè che vengano investiti milioni di euro su un’innovazione che parte già vecchia, e che si leghi ai prossimi decenni un’operazione che non ha al contrario gli equilibri finanziari per sostenersi. Una cosa è certa: dopo un’iniziale accelerata, i Comuni (Lecco fra tutti) avevano cercato la più ampia condivisione possibile su tutte le delibere relative agli atti di indirizzo. Esaurita con alterne fortune questa fase preliminare già nella primavera 2017 (nel capoluogo, ad esempio, il pentastellato Massimo Riva votò contro nonostante una corte piuttosto spietata del Pd), si tornò a puntare dritti all’obiettivo finale. Eseguita la manifestazione d’interesse, è ora tempo che i tre Comuni interessati dall’operazione lascino ufficialmente carta bianca a Silea.


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