Sessant’anni di storia  visti dalla macelleria
Angelo Rusconi, fondatore nel 1959 della macelleria, in una foto d’epoca

Sessant’anni di storia

visti dalla macelleria

Lecco: nel 1959 Angelo Rusconi e Liliana Mandelli aprirono ad Acquate l’attività portata avanti oggi dalla nipote Sara

Sessant’anni di storia che raccontano l’evoluzione del rione di Acquate e della città.

Il primo maggio di sei decenni fa, era il 1959, Angelo Rusconi e Liliana Mandelli, di Valmadrera, decisero di aprire una piccola macelleria in piazza della Vittoria nel cuore di Acquate.

Ed oggi in tempi in cui la grande distribuzione si è fatta ormai largo «resistiamo nonostante le difficoltà aiutandoci l’un l’altro - racconta Sara Rusconi, nipote di Angelo e Liliana -. Il nostro negozio è il punto di ritrovo di tante persone, abbiamo ancora clienti storici, i figli di quelle giovani coppie dell’epoca dei miei nonni, e tante persone con cui abbiamo costruito un rapporto di amicizia. Siamo come una grande famiglia».

Una piccola attività rionale che è anche una sentinella per chi è solo e sente l’esigenza di scambiare quattro chiacchiere, una sorta di risvolto sociale per i meno giovani.

«Negli anni scorsi l’attività è passata a mio papà Luca Rusconi, che porta avanti quanto costruito sessant’anni fa, e noi figlie Sara ed Elisa, con nostra mamma diamo una mano - prosegue Sara Rusconi -. Mia nonna Liliana è ancora presente in negozio in quanto conosce tutti ed è una figura storica di riferimento, e porta i suoi consigli nella scelta dei prodotti da vendere che sono per lo più di provenienza locale. Dopo tutti questi anni i nostri clienti sono diventati nostri amici, la nostra famiglia si è allargata. Spesso portiamo la spesa a casa ai più anziani e ci fermiamo da loro per parlare un po’, ci offrono anche un caffè. Alcuni non hanno nessuno e rischiano di restare isolati, un fattore di rischio. Il nostro arrivo tutte le mattine è diventato per loro un motivo d’incontro, di dialogo e per me un momento di ascolto di tradizioni e storie passate».

Ad inizio maggio ci sarà un momento di festa che coinvolgerà tutto il rione con un aperitivo.

Un rione carico di storia, inoltre qui si sono svolte molte scene de “I Promessi sposi”, tra le quali spicca l’incipit del romanzo, ossia l’incontro di don Abbondio con i due Bravi. Il quartiere è ritenuto essere il paese nativo di Renzo e Lucia, e qui si trovano tuttora alcuni edifici citati dal Manzoni.

Nell’ultimo mezzo secolo Acquate, come il resto della città, è cambiato, con la costruzione di nuove case, l’arrivo di nuove famiglie, ma che resta profondamente legato alle sue tradizioni e ai suoi punti di ritrovo, come la macelleria Rusconi che resiste nonostante i colossi della grande distribuzione.

Quelle tradizioni che vanno dalla festa di santa Lucia allo “Scigalott d’or”, con le contrade che si mettono in gioco.


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