Sequestri e rapine fra rapper rivali
Nove arresti

Lecco al centro della guerra fra trapper che ieri ha portato all’arresto di nove persone. In carcere anche Simba La Rue, casa in città

Sequestri e rapine fra rapper rivali Nove arresti
Simba La Rue, nome d’arte del trapper Mohamed Lamine Saida, nato in Tunisia, 20 anni. È residente a Merone, ma di fatto vive a Lecco

Anche Lecco al centro della guerra fra trapper che ieri ha portato all’arresto di nove persone. Nella mattinata di ieri i carabinieri del comando di Milano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare eseguita fra le province di Lecco, Como e Bergamo.

Al centro dell’inchiesta del pm Francesca Crupi, c’è Mohamed Lamine Saida, detto Simba la Rue, 20 anni, origine tunisine, residenza a Merone, ma con casa a Lecco, nella cui disponibilità è stata trovata anche una pistola calibro 6.35 con quattro proiettili. È accusato di sequestro di persona e lesioni nei confronti del rapper rivale Mohamed Amine Amagour, Baby Touché, 19 anni di origini marocchine residente a Padova.

Quest’ultimo, il 9 giugno è stato prelevato a Milano, picchiato e tenuto dentro un’auto per due ore, poi liberato a Calolziocorte. Il tutto documentato coi video postati sui social. Ed è solo del più clamoroso degli episodi di una vera e propria guerra fra rapper e loro sostenitori.

Ad accendere la guerra fra i gruppi di Simba La Rue e Baby Touché sarebbe stato una iniziale aggressione verbale subita dal trapper padovano mentre si trovava a Milano, in zona corso Como, posta in essere dallo stesso musicista lecchese ed altri appartenenti al suo gruppo.

Poche settimane più tardi la prima vendetta, con un ragazzo del gruppo di Simba che sarebbe stato aggredito in Veneto.

Una spirale che ha portato alla rapina del 1 marzo da cui ha tratto origine l’inchiesta, in danno di due giovani del gruppo di Baby Touché, che sarebbero stati pestati e colpiti anche con un coltello il primo marzo scorso, a Milano, per rubargli un portafogli e un cellulare.

A quel punto, dopo questa escalation, il 9 giugno, Simba con altri tre avrebbe preso parte al sequestro ai danni di Baby Touché: accerchiato in via Boifava a Milano da una ventina di ragazzi armati perfino di spade nella periferia milanese e poi l’avrebbero caricato su una Mercedes Classe A.

Sarebbe stato tenuto lì dentro per due ore, mentre sul suo account Instagram, ma anche su quello dei suoi aggressori, venivano pubblicati i video di quanto stava succedendo, con tanto di viso sanguinante e tumefatto del giovane, insulti e parole di dileggio. Per poi liberarlo a Calolziocorte.

La vendetta, ma riguarda altra indagine, non è tardata ad arrivare. Il 15 giugno Simba è stato vittima di un agguato, gravemente ferito con una coltellata a Treviolo, provincia di Bergamo, subito dopo aver riaccompagnato a casa la fidanzata. Si ritiene che i responsabili possano essere fan di Baby Touché anche se il rapper padovano aveva subito preso le distanze dicendo che “faccio musica non la guerra”.

Infatti, un utente di Instagram che apparterrebbe proprio alla cerchia di quest’ultimo avrebbe diffuso un messaggio che secondo gli inquirenti rappresenterebbe una sorta di rivendicazione dell’atto.

In questo quadro i militari milanesi hanno accertata una acerrima rivalità tra gruppi di giovani ’trapper’, spesso di origine straniera o di seconda generazione e con tantissimi follower su Instagram, per una spirale di violenza che non accennava a spegnersi.

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