Senza bimbi, chiude la scuola di Rossino   Nascono tre poli con asilo e elementari
Pochi alunni, la scuola di Rossino ha il destino segnato

Senza bimbi, chiude la scuola di Rossino

Nascono tre poli con asilo e elementari

Calolziocorte: gli alunni sono pochi e ancor meno sono gli iscritti alla prima classe - Dura opposizione dell’ex sindaco Valsecchi al piano di riorganizzazione della giunta

Chiudere definitivamente Rossino, per la cronica carenza di alunni e i pochissimi iscritti alla prossima prima classe, e realizzare tre poli verticali a Sala (con relativo ingente investimento), Foppenico e Pascolo.

È questa la riorganizzazione scolastica calolziese studiata dalla maggioranza di centrodestra, che non poteva non trovare la dura opposizione della minoranza.

Il centrosinistra, quando si trovava alla guida del paese, aveva infatti cercato di porre mano ai plessi del territorio, ma la mobilitazione dei cittadini – con l’allora opposizione a toccare i tasti giusti – e una spaccatura interna alla stessa amministrazione avevano fatto saltare il banco.

Ora, la giunta del sindaco Marco Ghezzi ha deciso di procedere, e il gruppo guidato dall’ex sindaco Cesare Valsecchi e composto anche da Sonia Mazzoleni e Paolo Cola non le ha mandate a dire.

«Anche la passata amministrazione – hanno rivendicato - aveva proposto nel 2016/17 un Piano di riorganizzazione che si basava su dati facilmente prevedibili circa l’andamento della popolazione scolastica; ma in Consiglio comunale le previsioni che lo giustificavano erano state giudicate inattendibili dai partiti allora all’opposizione e il Piano è stato contestato e bocciato».

Oggi, con le previsioni legate alle iscrizioni che trovano riscontro concreto, bisogna inevitabilmente mettere mano alle scuole. E secondo “Cittadini Uniti per Calolzio” il piano «ricalca quello proposto dalla precedente Amministrazione», che «si proponeva di garantire la presenza di una scuola dell’infanzia e di una primaria in ogni quartiere e se ne prevedeva la realizzazione in un periodo di circa 3 anni».

Un orientamento che, rimarcano Valsecchi, Mazzoleni e Cola, riprende i punti focali della “loro” proposta di riorganizzazione. Il “Piano Ghezzi” «prevede infatti la realizzazione di tre plessi verticali sul territorio, ciascuno con una scuola primaria e una dell’infanzia», a Sala, Foppenico e Pascolo, con i relativi lavori di ampliamento o riqualificazione. «Circa questa proposta viene da chiedersi che ne sarà delle scuole dell’infanzia di Foppenico e di via Lavello».

Ma anche riguardo il plesso di Sala, ex sindaco e compagni notano affinità col loro piano.

Altro capitolo quello riguardante la primaria di Rossino. «Oggi, sulla scuola di Rossino il sindaco Ghezzi dichiara: “l’esperienza della primaria di Rossino è arrivata al capolinea poiché non è stato raggiunto il numero di bambini per avviare la futura classe prima”».

Quindi, la chiusura: «Se da un lato ci fa piacere constatare che l’attuale Amministrazione ha fatto proprio il Piano presentato dalla precedente Amministrazione, dall’altro viene spontaneo chiedersi perché al momento della sua approvazione abbiano votato contro, alimentando polemiche e contestazioni anche violente, che, oltre alle forze politiche, hanno coinvolto genitori e insegnanti»».


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