«Prestami i soldi, li lascio al bar»
Oltre alla truffa anche la beffa

Valgreghentino Il giovane dice di dover fare benzina e si fa dare il denaro Poi assicura che lo restituisce nell’esercizio del paese: «Già passati in quattro»

«Prestami i soldi, li lascio al bar» Oltre alla truffa anche la beffa
il “Bar Mein” in piazza San Giorgio a Valgreghentino

La racconta talmente bene, da riuscire ogni volta a farsi dare 10, 20 perfino 50 euro. Soldi che servirebbero per fare benzina e che il giorno dopo saranno lasciati al bar del paese, direttamente al barista o alla barista che conosce per nome, per restituirli a chi lo ha aiutato. Ma è una truffa bella e buona.

Quei soldi non vengono mai lasciati agli ignari baristi e tutte le generose persone che hanno aiutato il sedicente ragazzo rimasto senza benzina, scoprono così di essere state gabbate.

Il copione

Questo, il copione della truffa che un giovane starebbe mettendo a segno con sempre maggior frequenza nel circondario. In pochi giorni ben quattro persone si sono recate al “Bar Mein” di piazza San Giorgio proprio per ritirare quanto “prestato”. I bar indicati come garanzia, sono sempre diversi, quello che non cambia è che il protagonista non passa mai a restituire quanto ottenuto. Per questo Milena Rigonelli che aiuta i figli a gestire lo storico bar del paese, racconta i fatti per lanciare l’allarme e per informare, sperando che nessuno ci caschi più e anzi, si provveda ad avvisare le Forze dell’ordine.

«Nei giorni scorsi, sono venuti nel locale quattro persone diverse in giorni e momenti diversi chiedendo di me - racconta -e dei soldi che un giovane avrebbe lasciato per loro. Tutte queste persone sostenevano di aver incontrato la sera precedente, fuori dall’ospedale di Lecco, ma anche lungo la strada per Airuno ad esempio, un giovane rimasto a piedi con l’auto senza benzina. Questo ragazzo chiedeva aiuto, qualche banconota per poter fare benzina».

Ottenuta l’attenzione e la disponibilità dei malcapitati, scattava il piano.

«Ogni volta chiedeva a chi lo aiutava il paese di residenza e subito indicava il bar e il barista del luogo, sostenendo di conoscerli bene. Come garanzia, assicurando che avrebbe lasciato in quelle attività, i soldi avuti in prestito. Tutte quattro queste persone hanno riferito che era il nostro bar il posto indicato. Peccato che non sia mai successo».

Anche 50 euro

Non solo banconote di piccolo taglio, qualcuno ha prestato anche 50 euro, ritrovandosi così raggirato.

«Tutti concordavano nel dire che il ragazzo racconta questa storia in modo così credibile e convincente, da non destare il minimo sospetto. Infatti nessuno ha scattato una foto o preso il numero di targa. Per questo credo sia importante raccontare i fatti, per impedire che qualcuno possa cadere vittima in questa truffa» conclude.

L’invito è anche quello di infromare subito le Forze dell’Ordine.

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