«Ponte Azzone Visconti, così non va: noi penalizzati»

La denuncia Il sindaco di Malgrate, Flavio Polano: «La situazione è insostenibile nelle ore di punta»

«Ponte Azzone Visconti, così non va: noi penalizzati»

(Foto di La chiusura totale del Ponte Azzone Visconti alle auto nei weekend e nei festivi sta provocando problemi: a Malgrate, il cui sindaco chiede un ripensamento)

«Serve aprire il ponte Azzone Visconti il fine settimana e modificare la rotatoria sul Kennedy a Lecco».

Non usa mezzi termini il sindaco di Malgrate Flavio Polano, che da due settimane sta subendo il traffico provocato dalla sperimentazione della nuova viabilità sul ponte vecchio, con il senso unico alternato a fasce orarie.

Incomprensibile

«Siamo toccati dalle code principalmente nelle ore di punta» sottolinea Polano, che però ammette: «Al mattino l’apertura del ponte ha lievemente migliorato la situazione. Ma sul Kennedy c’è sempre coda». Perché sono molti a utilizzare il ponte nuovo per entrare a Lecco, ma quindi si crea subito un imbuto. «Il problema è davanti alla clinica Mangioni – indica il sindaco malgratese –. Basterebbe tagliare due fettine di rotonda e farla diventa alla francese, come tutte le altre. Altrimenti c’è questo intoppo. Meno male poi che realizzeranno quell’altra, tra viale della Costituzione e via Leonardo da Vinci. Speravo la facessero prima, ma meglio tardi che mai».

I disagi più grossi per Malgrate arrivano però nel fine settimana. «Quei giorni abbiamo seri problemi – spiega –. Non capiamo perché è stato deciso di chiudere il ponte nel weekend e nei festivi. Siamo letteralmente invasi dalle auto e non abbiamo la possibilità di posizionare i vigili, avendone solo due. Non possiamo fare nulla. Per questo spero che lo riaprano la domenica».

Polano lamenta anche scarse indicazioni sull’accessibilità del viadotto. «Specialmente per il fine settimana, quando stanno scegliendo di riaprirlo per far defluire il traffico. Se venisse comunicato meglio, con qualche agente di polizia locale presente, potrebbe migliorare la situazione. Ma così è un incubo, che poi subiamo anche noi».

Altro problema per Malgrate è la chiusura nell’orario intorno alla pausa pranzo. «Ho già chiesto quali siano i criteri di chiusura del ponte dalle 11 alle 15 – dice Polano –. Si vuole lasciare un tempo per il cambio di senso? Va bene, ma solamente per un’ora, non quattro. Non capisco davvero perché si porta avanti la pedonalizzazione del ponte: lo utilizzano solo i malgratesi che abitano nella frazione del Porto e i galbiatesi di Ponte Azzone Visconti. In tutto stiamo parlando di circa mille persone residenti. Vuol dire che, se va bene, sono duecento persone ogni giorno a usufruire del viadotto. Che comunque era attraversabile anche prima, grazie alla corsia ciclopedonale».

Il primo cittadino di Malgrate tornerebbe quindi indietro di qualche settimana. «Con il senso unico in uscita da Lecco e la corsia per pedoni e ciclisti andava bene, non ha mai avuto alcun problema in nove anni di utilizzo in quel modo. Non capisco davvero il motivo di cambiare. Alla fine noi stiamo subendo questa scelta che non capiamo. Ora attendiamo la fine di questa sperimentazione che è comunque nata male, quindi spero la modifichino nel più breve tempo possibile».

Un altro paese toccato dal traffico dell’hinterland lecchese è Garlate. «Anche se da noi, di fatto, c’è sempre coda – dichiara il sindaco Giuseppe Conti –. Adesso non sta andando peggio di prima per la nuova viabilità. Monitoriamo comunque la situazione e siamo in contatto con il Comune di Lecco, ma soprattutto per il quarto ponte».

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