Pescate, sindaco contro le classi pollaio  «Se non ci sarà una deroga le dividerò io»
A settembre nella scuola media di Pescate classe prima con 27 alunni

Pescate, sindaco contro le classi pollaio

«Se non ci sarà una deroga le dividerò io»

Dura presa di posizione di De Capitani contro l’innalzamento del limite a 27 alunni, scrive al ministro e ai parlamentari

«Inutile chiederci di sanificare e distanziare se poi gli studenti si ritrovano in aula ammassati»

«È inutile chiedere autobus al 50 per cento della capienza per il trasporto scolastico, disinfezioni, sanificazioni e classi in presenza, se poi si fanno ammassare gli alunni nelle aule. In piena pandemia ci chiedono di passare da classi con 24 alunni massimo a classi con 27 alunni, impossibili da collocare e distanziare in aule uniche».

La denuncia

Dante De Capitani, sindaco di Pescate denuncia il rischio concreto di avere classi con studenti ammassati alla faccia del distanziamento fisico.

Il primo cittadino infatti ha inviato una una lettera al dirigenti scolastici provinciali Luca Volontè, a quello regionale Augusta Celada oltre al ministro della pubblica istruzione Patrizio Bianchi per chiedere una deroga al decreto sulla composizione delle classi, che vada a ridurre a venti al massimo, il numero degli alunni per aula, nel prossimo anno scolastico. «Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado di Pescate - spiega il sindaco - è prevista una classe composta da 27 studenti e studentesse. È fuori da ogni logica sanitaria pandemica e da ogni regola di distanziamento sociale. Lo scorso settembre noi sindaci insieme ai dirigenti scolastici abbiamo passato l’estate col metro in mano per garantire nelle aule il corretto distanziamento sociale, ma vedo che la situazione è addirittura peggiorata perché si è passati da classi con 24 alunni massimo a classi con 27 alunni, impossibili da collocare e distanziare in aule uniche».

E commenta: «Purtroppo cambiano i governi, ma sulla scuola le attenzioni continuano ad essere sempre poche. Il Governo con questa emergenza sanitaria avrebbe dovuto concedere deroghe per creare classi per il prossimo anno, con al massimo 20 alunni, ma anche gli uffici scolastici periferici avrebbero dovuto porre attenzione su questi aspetti.

E infatti non permetterò formazioni di classi pollaio in emergenza sanitaria. Ho già scritto al dirigente scolastico provinciale che noi siamo pronti a fare i lavori per consentire, come già fatto lo scorso anno, la formazione di due classi di prima media».

Carta e penna

Da qui la richiesta di concedere una deroga, per poter offrire ai giovani le migliori condizioni possibili per studiare e per non vanificare tutti gli sforzi messi in campo per mesi e mesi, per contenere il contagio da Covid-19.

«Ho scritto una lettera ai dirigenti scolastici provinciali e regionali e al ministro della pubblica istruzione, l’ho inviata anche ai parlamentari del territorio. Spero che ci sia attenzione su questo argomento da parte di tutte le forze politiche. Servono interventi mirati e investimenti di personale scolastico che permettano sdoppiamenti di classe e ambienti senza affollamento altrimenti sarà tutto inutile.

Settembre è ormai dietro l’angolo e Governo e istituzioni scolastiche devono provvedere adesso a garantire sicurezza, salute e ambienti salubri e confortevoli per alunni e personale scolastico».


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