Olginate: «Sono stato io   Ma non ero lì per uccidere»
Stefano Valsecchi viene scortato verso l’ufficio del giudice

Olginate: «Sono stato io

Ma non ero lì per uccidere»

Valsecchi ha confessato durante l’interrogatorio di garanzia

Ha però escluso la premeditazione

Stefano Valsecchi ha confessato. Stamattina, davanti al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lecco Paolo Salvatore, l’imprenditore calolziese, 54 anni, non ha negato le sue responsabilità nella morte di Salvatore De Fazio, il frontaliere di 46 anni freddato con tre colpi di pistola nel primo pomeriggio di domenica 13 settembre all’incrocio tra via Santa Maria e via Albegno a Olginate.

Ma ha precisato – rispondendo alle domande del giudice, del pubblico ministero Paolo Del Grosso e del suo difensore, avvocato Marcello Perillo – di non essersi recato all’appuntamento chiarificatore con il padre del giovane che, la sera prima, aveva fatto finire in ospedale suo figlio Michelino con una frattura alla mandibola e allo zigomo sinistro, con la volontà di uccidere. Di dare una lezione, quello sì.

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