Malgrate, la protesta dei ragazzi  «Nessuna democrazia»
Un’altra giovane espone un cartello di protesta sulla recinzione

Malgrate, la protesta dei ragazzi

«Nessuna democrazia»

Ieri al cantiere attrezzato per tagliare i 12 pini si sono presentati i giovani di “Fridays for Future” - «Azione intrapresa senza il supporto di esperti mentre era in corso una petizione che ha sfiorato 1.500 firme»

Ieri, contro il taglio degli alberi di via Italia, sono scesi in campo anche i giovani: i “Fridays for Future Lecco” hanno manifestato davanti al cantiere del sesto lotto del nuovo lungolago, la cui esecuzione ha comportato lunedì scorso il sacrificio di dodici pini.

Il flashmob ha avuto luogo attorno alle 14; poi, la rappresentanza si è spostata davanti al municipio. Numerosi, i cartelli con frasi significative, anche piuttosto forti, esposti dai ragazzi sul luogo dove gli alberi svettavano da mezzo secolo e poi esibiti anche davanti a Palazzo Agudio.

A coordinare l’evento è stato Ivan Perri; sotto accusa, «anzitutto l’assenza di democrazia, oltre al fatto in sé, di sacrificare gli alberi»: questa è stata la posizione espressa dai giovani aderenti al movimento internazionale, composto da alunni e studenti che rivendicano azioni per prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico; com’è risaputo, l’organizzazione prende le mosse dalla svedese Greta Thunberg.

Il concetto, da lì in avanti, fu ribadito sempre e incluso, infatti, nella progettazione, affidata alla società “Protec Sas” di Grassobbio, subentrata, secondo le norme sugli appalti, ai progettisti che avevano disegnato i tratti già riqualificati in precedenza.

Infatti, il lungolago di Malgrate è in rifacimento dal 2009, con fondi dell’Unione europea e dell’Autorità di bacino, ed è stato al centro di un concorso di idee, bandito nel 2005.

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