«Mai campi profughi qui  Serve massima attenzione»
L’ingresso del municipio di Calolziocorte

«Mai campi profughi qui

Serve massima attenzione»

In Consiglio comunale la Lega ha portato il tema immigrati

L’assessore Valsecchi: «Ci sono competenze che non sono del Comune»

Controllare in modo puntuale e rigoroso la presenza dei richiedenti asilo sul territorio calolziese, impedendo che immobili privati sfitti possano essere utilizzati per accoglierne altri e, tanto meno, che si possa dar vita a campi profughi, verificando anche il loro stato di salute per impedire che siano portatori di malattie.

La discussione sui migranti, una dozzina dei quali soggiorna a Calolzio da diversi mesi grazie alla cooperativa Il Gabbiano, continua a tenere banco sul territorio. In occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale, ad affrontarla con una mozione è stata Celestina Balossi, consigliere della Lega Nord, che ha presentato in proposito una mozione per la “gestione dell’accoglienza senza danni ai privati”.

Numeri in crescita

«Il fenomeno immigratorio quest’anno è particolarmente intenso: nei primi quattro mesi del 2016 è aumentato dell’80% rispetto all’anno precedente, e la Lombardia è la Regione che registra la maggior presenza di migranti nei centri di accoglienza: siamo già a 173mila – ha rimarcato l’esponente del Carroccio -. In questo contesto, il sindaco è responsabile della condizione di salute della popolazione e il consiglio comunale condivide questa responsabilità».

Sulla base di queste premesse, la Balossi ha chiesto all’assemblea di impregnare il sindaco e la giunta, approvando la mozione sostenuta anche dall’altro gruppo di centrodestra (Lavoro, sviluppo e libertà), a «non impiantare tendopoli per aspiranti rifugiati sul suolo del nostro comune» e «ad assumere iniziative perché non si ricorra per alcun motivo alla requisizione di immobili privati sfitti o non abitati».

Il passaggio successivo è rivolto al divieto di concedere la permanenza sul suolo calolziese «agli immigrati che rifiutino l’identificazione e siano sprovvisti di un certificato sanitario che attesti l’assenza di malattie infettive trasmissibili».

Attenzione alta

La replica è stata affidata all’assessore ai servizi alla persona, Luca Valsecchi, il quale ha rimarcato, per quanto riguarda la requisizione di immobili privati, che «si tratta al momento di un timore, non ci sono dati di fatto in tal senso. In ogni caso ci sono delle regole in materia che non spetta al Comune, ma al prefetto, far rispettare. Se una persona ha i diritti che rispettano lo status di accoglienza va accolto con le modalità previste. Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, i controlli vengono fatti, ancora più nello spazio di prima accoglienza. Se si vuole che vengano potenziati a causa di patologie che arrivano da altri Paesi, anche un comune viaggiatore può portare in Italia virus di ogni genere, non solo i migranti. Comunque attenzione è alta, anche nel rispetto di quanto chiede Anci».

La chiusura, da parte di Valsecchi, è dedicata al sistema di accoglienza diffusa: «Lecco ha provato a fare da pilota, impostando una best practice. E’ stata subito esportata, ma declinarla non sarà così semplice».


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