«L’Husqvarna piace   a due aziende»
Il presidio dei dipendenti della Husqvarna ai cancelli dello stabilimento di Valmadrera

«L’Husqvarna piace

a due aziende»

Al tavolo di Confindustria Lecco la direzione ha annunciato l’interesse di una ditta asiatica e di una locale - Giovedì scattano gli ottanta licenziamenti

Due “interessamenti” e la possibilità – da verificare – di accedere alla cassa integrazione straordinaria.

La vicenda della Husqvarna di Valmadrera è approdata in Confindustria, in occasione del nuovo confronto tra azienda e sindacati dopo l’annuncio del management di procedere alla dismissione della parte produttiva dell’insediamento e dei relativi 80 dipendenti, che ieri hanno ricevuto anche la visita del segretario generale della Fim Marco Bentivogli.

«Durante l’incontro con l’azienda si è parlato della possibilità di seguire l’iter del decreto Genova, che prevede in caso di continuità aziendale un possibile intervento sulla cassa straordinaria – ci ha spiegato Pier Angelo Arnoldi (Fim Cisl) -. In questo senso c’è un problema di risorse, che sono limitate. E sul tema della fattibilità bisogna verificare il discorso, imprescindibile, della prosecuzione aziendale».

Al tavolo si è parlato anche della possibile cessione dell’azienda. «Ci hanno parlato di due possibili acquirenti, uno asiatico dello stesso settore e uno italiano di un comparto diverso. Vedremo entro questa settimana se avremo conferme, perché i 15 giorni dei patti di riservatezza scadono venerdì. Abbiamo chiesto una risposta, sulla concretezza di queste due trattative, in tempi brevi».

All’incontro era presente anche Fabio Anghileri della Fiom Cgil. «Oggi avevamo la necessità di capire se l’azienda fosse disponibile a cercare con noi di accedere alla cassa straordinaria per disporre di un periodo più lungo anche per l’eventuale cessione aziendale. Inoltre abbiamo chiesto la disponibilità ad aiutarci per quanto riguarda la copertura dei contributi e della retribuzione per le due settimane in cui i lavoratori sono rimasti in presidio. In entrambi i casi – ha rimarcato Anghileri – il riscontro è stato positivo. Noi abbiamo rivendicato all’azienda che deve fare il possibile per mantenere l’occupazione, ma le tempistiche non aiutano: bisogna fare il più in fretta possibile, perché giovedì partiranno le comunicazioni legate ai licenziamenti».

Al presidio, invece, poco dopo le 14 è arrivato Bentivogli, segretario generale nazionale Fim Cisl. «Siamo di fronte a una ennesima situazione inaccettabile».

«L’ennesima situazione - ha continuato - in cui una multinazionale arriva a investire in un’azienda storica del territorio e pensa in due puntate di chiuderla lasciando a casa prima 80 operai e procedere poi con il resto. Noi questo lo consideriamo intollerabile. È importante difendere tutto il tessuto industriale e l’occupazione, fare in modo che se ci sono problemi di competitività vengano risolti. Questi lavoratori hanno sempre fatto la loro parte per risolvere problemi di produttività, non possono essere lasciati a casa».


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