Lecco, mille clienti a comprare droga
L’arresto di uno degli accusati di spaccio

Lecco, mille clienti
a comprare droga

Il blitz Nuova operazione della Squadra mobile di Lecco contro la rete di spaccio estesa in Brianza. Almeno mille i consumatori, spesso insospettabili.. A rifornirli una banda di marocchini, molto efficiente

Non soltanto lo spaccio in boschi o parcheggi isolati, adesso la droga viene consegnata anche a domicilio. Lecco, Molteno, Civate, Annone, Nibionno, Oggiono, Valmadrera, Bosisio e Garbagnate, ma anche Merone, Orsenigo, Alzate, Albavilla e Erba nel comasco: sono i luoghi dove operava l’ennesima banda di spacciatori sgominata dalla squadra mobile di Lecco. Durante questa indagine, che ha preso avvio nel 2016 grazie ad una fonte confidenziale, gli uomini della Questura cittadina sono riusciti a documentare oltre 3mila cessioni di cocaina ed eroina, per un valore di 120mila euro, e a identificare mille consumatori.

Tre fratelli

L’operazione condotta dagli agenti lecchesi ha infatti portato all’emissione da parte del Tribunale di nove misure cautelari, di cui 6 eseguite nella mattinata di ieri nei comuni di Rogeno, Civate e Colle Brianza: sono così stati arrestati Lahcen El Kholti (classe 1991), Azdine El Kholti (classe 1964) e Mohcine El Idaoui (classe 1992), mentre ad altri tre componenti della banda, composta quasi integralmente da magrebini, è stato notificato l’obbligo di dimora. Tra i latitanti anche il terzo fratello El Khoulti, Younes detto Ronni (classe 1988) , con tutta probabilità tornato in Marocco ed elemento già noto alle forze dell’ordine per l’operazione antidroga May-Day. «Quest’indagine – spiega il dirigente della Squadra mobile Danilo Di Laura – ha riguardato anche soggetti esperti e radicati. Ronni e i suoi fratelli sono persone sul territorio da tanto tempo e che ruotano in più gruppi. Sono considerati dai consumatori come spacciatori affidabili e abituali. Ci troviamo di fronte a organizzazioni molto mobili e in continua trasformazione, con componenti spesso intercambiabili, in grado di dare continuità all’attività spaccio anche quando qualche membro torna in Marocco».

L’organizzazione

Tra le caratteristiche di questa batteria di pusher il metodo utilizzato per rifornire i clienti: accanto al sistema del call center, una serie di numeri di telefono a disposizione del banda per gestire il servizio di spaccio 24 ore su 24, anche la consegna a domicilio: «Erano molto versatili nelle loro competenze: – continua Di Laura – si alternavano nella ricezione delle chiamate degli acquirenti e utilizzavano vetture sempre diverse per gli spostamenti. Infatti avevano a disposizone un parco macchine, spesso intestate a prestanomi o date in utilizzo da tossicodipendenti in cambio di dosi, con cui effettuavano le consegne a domicilio. Potendo cambiare anche più volte al giorno l’automobile utilizzata si rendevano difficilmente identificabili e monitorabili». Insieme alle tradizionali tecniche investigative, fondamentali nella conduzione di questa indagine sono stati lo studio dei tabulati telefonici, con 12mila contatti effettuati dalla banda con i clienti in 6 mesi e le informazioni assunte dai clienti abituali.


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