Lecco, in settantamila  chiamati alle urne  Si vota in 21 Comuni
I cittadini di 21 Comuni sono chiamati a rinnovare i consigli comunali

Lecco, in settantamila

chiamati alle urne

Si vota in 21 Comuni

Amministrative Tornata che tocca il 25% dei consigli. In quattro paesi c’è solamente un candidato sindaco Morterone il centro più piccolo, Galbiate il più grande. QUI I DATI SULL’AFFLUENZA

Sono esattamente il 25% dei Comuni che attualmente costituiscono la provincia di Lecco a “fermarsi”, tra oggi e domani, per mandare alle urne i propri cittadini, chiamati a scegliere il gruppo dirigente cui affidare le chiavi dei rispettivi municipi per i prossimi cinque anni.

QUI I DATI SULL’AFFLUENZA

Ventuno paesi, che complessivamente contano la bellezza di 70mila abitanti, distribuiti in tutto il territorio provinciale, dal Lago alla Valsassina fino alla Brianza e al circondario lecchese, con sguardo attento e curioso rivolto in particolare a Morterone.

Le sfide

È qui, infatti, che andrà in scena la sfida più inattesa, che vedrà contrapposti nel più piccolo dei campanili del Belpaese – con la sua trentina di abitanti – la lista “Partito Gay Lgbt+”, guidata dal candidato sindaco Andrea Grassi, e il gruppo “Morterone insieme”, alla cui testa c’è l’ex assessore lecchese Dario Pesenti. Una corsa, quella di Grassi e dei suoi dieci candidati, dal sapore soprattutto simbolico, ma che ha prodotto uno scossone a Morterone, dove già si ragionava sulla futura fusione con la città capoluogo e dove alla fine si è rischiata una competizione con un solo “concorrente”, eventualità scongiurata dall’intervento della commissione circondariale.

Una lista sola, invece, sarà effettivamente in corsa in quattro paesi. Accade a Pescate, Garlate, Santa Maria Hoè e a Viganò, dove la maggioranza uscente non avrà avversari. Per i candidati sindaci, che puntano di fatto a succedere a se stessi (rispettivamente si tratta di Dante De Capitani, Beppe Conti, Efrem Brambilla e Fabio Bertarini), lo scoglio da superare sarà però tutt’altro che simbolico. Perché la loro rielezione possa essere effettiva, infatti, dovranno superare il quorum fissato dal ministero dell’Interno nel 40%: una soglia sensibilmente più bassa rispetto al 50% precedente, scelta dal Viminale per agevolare il rinnovo dei consigli comunali in tempo di Covid e disaffezione alla politica e alla res publica. Ma, comunque, un obiettivo che non va sottovalutato.

Negli altri territori, invece, la sfida resta aperta. Vale soprattutto per Olginate, dove la contesa, un lustro fa, venne decisa per una manciata di voti (50) a favore dell’attuale sindaco Marco Passoni. La competizione vede, in questa tornata, gli stessi protagonisti: a contendergli la poltrona di primo cittadino è infatti ancora Riccardo De Capitani.

Il commissariamento

Occhi puntati anche su Galbiate (che è anche il paese più grande del Lecchese in questa tornata), Comune reduce dal commissariamento dello scorso dicembre: a sfidarsi saranno tre liste: Prima Galbiate, che candida Angelo Agostani; Agenda Galbiate, guidata da Giovanni Montanelli; Galbiate Riparte, con Attilio Tentori come leader.

Sul lago c’è invece Colico, tra i centri di maggior “peso” della provincia, ad andare alle urne. Anche in questo caso i candidati sindaci sono tre: Monica Gilardi (Noi per Colico); Raffaele Grega (Colico di tutti); Dario D’Andrea (Più comunità). Riflettori anche su Olgiate Molgora, dove la corsa vedrà contrapposti Giovanni Battista Bernocco (Olgiate rinasce) e Stefano Golfari (Olgiate cambia passo).


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