Lecco. I maxi trasporti

«No ai nuovi limiti»

Lecco. I  maxi trasporti        «No ai nuovi limiti»

L’allarme: l’abbassamento della portata massima

minaccia di avere effetti anche sul settore siderurgico -Battazza: «Si mettono a rischio anni di investimenti»

Limitare in via definitiva la portata dei trasporti eccezionali del 20%, da 108 a 86 tonnellate, metterebbe in ginocchio le imprese che si occupano di trasporti, ma anche le aziende siderurgiche che producono manufatti di grandi dimensioni.

È grande, dunque, la preoccupazione che ha agitato i pensieri degli imprenditori (anche) lecchesi da inizio novembre, quando il Governo ha pensato di introdurre modifiche sostanziali alle modalità di svolgimento dei trasporti eccezionali, accompagnando l’abbassamento della portata massima con l’imposizione del trasporto di un unico pezzo indivisibile e l’impossibilità di avere prodotti di diverse categorie merceologiche.

Il pericolo pare poter essere scongiurato grazie all’approvazione da parte delle Commissioni Finanze e Lavoro dell’emendamento (ora atteso al definitivo vaglio del Parlamento) che sospende l’entrata in vigore di questo provvedimento fino a marzo 2022, quando l’impianto del decreto legge Infrastrutture dovrà essere riproposto modificato.

Attenzione e perplessità restano però alte, considerate le pesanti ripercussioni che la misura avrebbe sia sull’economia che sull’ambiente, stante la moltiplicazione di mezzi pesanti che sarebbe necessaria con l’impianto impostato il mese scorso.

«Il rischio legato a quel provvedimento è duplice – ci ha spiegato Antonio Battazza, di Battazza spa - In primo luogo per l’impatto sotto il profilo economico rispetto alla situazione attuale di uscita dalla crisi indotta dalla pandemia. Impedire, o comunque rendere più difficoltoso, il trasporto con mezzi eccezionali e imporre l’utilizzo di più veicoli, in un momento come questo in cui il mercato tira e i mezzi si trovano con difficoltà, avrebbe l’effetto di rallentare spedizioni e consegne di materiali, con conseguente freno sulla ripresa».

Queste le conseguenze generali per l’economia, cui si aggiungerebbero quelle specifiche per le aziende come Battazza. «Innanzitutto - osserva - metterebbe a repentaglio gli investimenti fatti nel corso degli anni sulla base della norma precedente, che consentiva l’effettuazione di trasporti eccezionali con determinate caratteristiche. Si tratta di investimenti per milioni di euro, necessari per restare competitivi e che, con l’impianto varato a novembre, verrebbero completamente vanificati, con le ripercussioni che possono essere facilmente intuibili anche sotto il profilo occupazionale e di stabilità dell’azienda stessa».

Del resto, la storica azienda olginatese poggia per il trenta per cento su mezzi dedicati a quel tipo di trasporto; di conseguenza, circa un terzo del fatturato è relativo a questo settore. Se si considera che ci sono realtà specificamente dedicate ai trasporti eccezionali si comprende quale sarebbe il peso di questo provvedimento.

Nel frattempo, comunque, in Commissione Finanze e Lavoro è stato approvato un emendamento (del quale si attende l’approvazione dei due rami del Parlamento) che punta a risolvere il problema, permettendo alle aziende di «arrivare fino al prossimo aprile mantenendo la validità delle autorizzazioni già in essere, scongiurando la modifica dello scenario nel quale operiamo e aprendo all’istituzione di un tavolo tecnico al quale si discuteranno le soluzioni migliori tenendo conto di tutte le esigenze: della sicurezza come delle aziende, dell’ambiente come dell’economia».


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