Lecco. I luoghi del fare   Giacimenti culturali riscoperti
Il museo della Moto Guzzi in via Parodi a Mandello, uno dei luoghi della cultura industriale lecchese

Lecco. I luoghi del fare

Giacimenti culturali riscoperti

Make Lecco: un progetto per valorizzare i siti produttivi, imusei di Abbadia e Garlate, lo stabilimento della Guzzi - Sono realtà in grado di generare nuovi flussi turistici

Non solo saper fare, ma anche farlo sapere, unendo l’aspetto imprenditoriale che ha fatto la storia del Lecchese a quello turistico che a questa zona può dare molto.

Non solo la sponda comasca punta a concretizzare questo progetto: anche il nostro ramo ha lavorato – da un anno a questa parte – alla messa a punto di “Make Lecco – Saper fare. Far Sapere”, attraverso il quale si vuole valorizzare lo stretto legame che esiste tra la bellezza del Lecchese e l’eccellenza delle produzioni che da qui partono per tutto il mondo, al fine di farne un’attrazione capace di richiamare turisti, cultori e studenti.

Del resto, un cambio di approccio si sta già registrando tra gli stessi attori, come gli estensori del progetto riportano nell’elaborato presentato alla Fondazione Cariplo nell’ambito degli Interventi emblematici maggiori con l’obiettivo di ottenerne il finanziamento come già accaduto a Como. «Oggi c’è infatti una nuova consapevolezza: da un lato gli imprenditori iniziano non solo ad esporre i propri prodotti, ma anche a raccontare la storia delle proprie origini (vedi i musei d’impresa); dall’altro i turisti hanno fame di vivere a fondo i luoghi che visitano, non accontentandosi più di osservarne semplicemente la bellezza estetica».

L’idea, semplice ma incisiva, è dunque quella di «affiancare ai “luoghi del bello” i “luoghi del fare” del territorio lecchese», e questo si farà grazie alla serie di interventi progettati in una quindicina di Comuni della provincia, i primi che hanno aderito alla proposta su cui ha lavorato Lariofiere per conto del soggetto capofila, la Camera di commercio.

«Abbiamo lavorato a Make Lecco per oltre un anno, con l’obiettivo di mettere a punto un tassello che, andando ad aggiungersi a quello comasco, permettesse di completare questo tipo di progetto a livello di Lario – ci ha spiegato il presidente di Lariofiere, Fabio Dadati -. Abbiamo studiato e sviluppato il percorso da seguire, contattando tutti i Comuni, le associazioni di categoria, le Cooperative e tutti i soggetti potenzialmente interessati, confrontandoci sul Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia di Lecco in relazione ai Bandi emblematici maggiori».

Da questo lavoro è scaturito un progetto molto interessante, che comprende 18 Comuni di cui i sette valsassinesi in sinergia su uno specifico intervento. «Sono davvero numerose le peculiarità che si possono valorizzare sul territorio lecchese: il tema Moto Guzzi a Mandello e quello delle cave a Costa Masnaga, i musei di Abbadia e Garlate, il monastero del Lavello e il tema della carta a Calolzio. Per un progetto come Make Lecco, il Lecchese si presta forse ancora più del Comasco, visto il predominante tratto manifatturiero. Del resto, non a caso questa è un’idea che nasce in Brianza e poi si integra sul lago».

Una volta realizzato “Make Como”, Lariofiere – in quanto hub centrale del progetto – allestirà i propri padiglioni con supporti video e fotografici dove i visitatori potranno trovare informazioni, approfondimenti e immagini sui contenuti di questa iniziativa, diventando – con anche l’apertura del bar – un luogo di aggregazione oltre che di promozione turistica e di sviluppo del territorio con un turismo legato alle caratteristiche dello stesso.

Adesso, ovviamente, l’auspicio è che Make Lecco venga apprezzato in quanto a contenuti dalla Fondazione Cariplo (che ha concesso al progetto comasco 2,8 milioni di euro). Si partirà quindi con una mirata azione di marketing e diffusione del progetto a 360 gradi.


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