Lecco. Bilancio di sostenibilità di Silea  Attenzione a territorio e ambiente
Un’immagine di una fase di lavorazione nel forno di Valmadrera

Lecco. Bilancio di sostenibilità di Silea

Attenzione a territorio e ambiente

La società ha presentato il primo documento rivolto agli stake holders - Riciclo dei materiali, efficienza produttiva ed energia autoprodotta per l’87% dell’utilizzo

Il bilancio di sostenibilità scatta la fotografia della società intercomunale pubblica Silea e gli effetti che la gestione aziendale ha sulla realtà economica, sociale e ambientale del territorio (con termine tecnico, i vari soggetti vengono definiti stake holders).

Il primo bilancio di sostenibilità è stato presentato dal presidente Domenico Salvadore e dal direttore generale Pietro D’Alema, con la società di consulenza Amapola. Come ha sottolineato Salvadore, «la presentazione avviene, non a caso, lo stesso anno del primo piano industriale».

Tra i risultati immediati del bilancio di sostenibilità, c’è la matrice degli obiettivi sostenibili che nasce dall’ incrocio tra le priorità indicate da amministratori e lavoratori di Silea e quelle emerse dalla consultazione di diversi soggetti del territorio. In cima agli obiettivi si collocano la gestione sostenibile ed etica della filiera; minimizzare gli impatti ambientali; fornire soluzioni nell’ambito dell’economia circolare; garantire comunicazione efficace e trasparente, oltre a condizioni di lavoro buone ed eque.

Altri temi importanti per Silea non sono stati altrettanto gettonati da interlocutori istituzionali e partner che la società ha interpellato: quindi, non rientrano tra le priorità condivise nella parte alta della matrice l’innovazione tecnologica e dei servizi, la soddisfazione dell’utenza, la competitività, il valore economico generato e distribuito sul territorio. Quanto agli obiettivi sostenibili fissati dall’Ue, Silea si impegna per salute e benessere, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, ma comunque anche per lo sviluppo impiantistico «per arrivare ad avere il pieno controllo delle filiere - ha precisato D’Alema - e chiudere così il cerchio nell’ottica, infatti, dell’economia circolare». Silea si impegna altresì su azioni per il clima, la produzione e il consumo responsabili, in particolare per concorrere a «dimezzare l’ammontare globale dei rifiuti alimentari, ridurre in modo sostanziale la produzione generale e informare sugli stili di vita sostenibili».

A propria volta, Silea ha ridotto nel 2020 il prelievo di energia elettrica dalla rete, passando a 262.519 chilowattora, dai 2.862.013 del 2019, con autoproduzione dell’87%. Tra le materie prime consumate, per un totale di 2.669 tonnellate, spiccano la soda caustica, il bicarbonato di sodio, la calce, le soluzioni ammoniacali (tutto, per il trattamento dei fumi dell’inceneritore) e il gasolio (per l’avvio dell’impianto)

In azienda, il codice etico è stato aggiornato con riferimento al «valore della diversità». Ha rimarcato D’Alema: «Il bilancio di sostenibilità è il punto zero, rispetto al quale, con dati certificati, si potrà d’ora in poi misurare annualmente lo scostamento, da parte dell’azienda al proprio interno e, pubblicando online i bilanci, altrettanto da parte dei cittadini e degli stake holder».

La trasformazione digitale è un altro tema, per esempio per ridurre i tempi di attesa al call center, aumentare il controllo dei servizi in tempo reale e l’uso dei dati per riprogettare i servizi.


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