L’Ats: nel Lecchese
sono già 130 le classi in quarantena

L’Ats: nel Lecchese sono già 130 le classi in quarantena
La scuola va avanti così

Sono già più di 130, secondo Ats, le classi lecchesi in quarantena, o isolamento fiduciario, per aver, un membro della classe o un insegnante (o un esponente del personale scolastico), contratto il virus. Il più delle volte senza grossi sintomi. Ma basta la segnalazione dei sintomi e un tampone positivo a bloccare intere classi, se non scuole.

Quello che preoccupa è che all’inizio della scorsa settimana le classi “isolate” si contavano sulle dita di due mani nel lecchese... Ora non basterebbero le dita di 25 mani per contarle… Certo, sempre meglio che a Monza (altra zona monitorata da Ats Brianza) dove le classi in “quarantena” sono più di 500 (in crescita), ma Ieri sono stati segnalati casi in classi di Bellano e Olginate, ma in generale in tutta la provincia.

Oramai è un continuo crescere di casi e, dunque, di contatti. Il che porta a pensare che si tratti di circa 3mila contatti di positivi. Ammettendo una media di 20 alunni per classe, 130 classi portano a questa cifra anche se è sicuramente in difetto perché l’ultimo dato portava più verso le 140 classi “fermate” da Ats che le 130. Il dato preciso è talmente in evoluzione che è quasi impossibile “frizzarlo” a un dato momento. Un momento dopo è già diverso. Ripetiamo: il più delle volte si tratta di casi isolati che, però, portano a dover fermare l’attività in presenza di intere classi. Se poi il positivo non è un alunno, che di solito blocca solamente il gruppo classe, ma un maestro o un professore, quest’ultimo più è a contatto con sezioni diverse (se non addirittura scuole) diverse, più si rende necessario bloccare più classi. Anche se, magari, il “prof” o il maestro positivo con una classe è stata a contatto, distanziato e “mascherinato” per una sola ora: le regole vogliono comunque che sia osservata la massima prudenza.

Stiamo parlando di circa 3mila alunni su un totale di una popolazione scolastica che nel 2020 si aggirerebbe dai 36 ai 38mila alunni. Per cui meno del dieci per cento, più probabilmente tra il 7 e l’8 per cento. E non parliamo di positivi ma di contatti di positivi. Nei prossimi giorni, tra l’altro, con la didattica a distanza per le superiori, i casi o rallenteranno (se è vero che erano i trasporti da e per le superiori), oppure si cronicizzeranno su elementari e medie. Cosa, però, che non è attesa, anche se ci sono molti istituti di scuole primarie o secondarie di primo grado, colpiti duramente dal sospetto Covid. Attenzione: le classi delle scuole superiori continueranno a essere isolate anche se non vanno più a scuola in presenza perché, al di là del contagio tra compagni, bisogna tenere conto del contagio generalizzato, ovvero di quello che possono portare al di fuori del gruppo classe i singoli alunni. E se gli esiti dei tamponi positivi arrivassero in questi giorni, comunque Ats provvederà ad avvisare genitori, alunni e insegnanti.M. Vil.

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