L’Aerosol rimane   ancora in sospeso

L’Aerosol rimane

ancora in sospeso

Sopralluogo in fabbrica dell’Arpa e dei Vigili del fuoco, dall’esito dipende il riavvio degli impianti. Senza stipendio, i dipendenti non hanno più i requisiti per avere il bonus degli 80 euro, li dovranno restituire tutti

Ci vorranno alcuni giorni prima di conoscere l’esito del lungo sopralluogo effettuato ieri da Arpa e Vigili del fuoco all’Aerosol di Valmadrera, la storica fabbrica attiva come terzista nel settore farmaceutico.

L’Aerosol è chiusa dal 15 dicembre scorso proprio a causa di un controllo sullo stato di sicurezza dell’impianto che aveva portato Regione Lombardia a sospendere l’autorizzazione alla produzione in attesa che venissero attuate una serie di prescrizioni. Una lunga lista di interventi, passati in rassegna nella giornata di ieri, che saranno la base della valutazione della commissione nominata dalla Regione. Nei prossimi giorni al Pirellone si dovrà infatti decidere in merito alla possibilità che all’interno della fabbrica di Valmadrera venga riavviata la produzione di prodotti farmaceutici. Pochi gli elementi che filtrano in merito all’esito del sopralluogo: alcuni dei rifiuti che dovevano essere necessariamente smaltiti non sarebbero stati rimossi, ma la direzione aziendale sarebbe pronta a produrre della documentazione per spiegare le motivazioni che hanno reso impossibile rispettare questa prescrizione. A parte questa annotazione, da parte della direzione aziendale vi sarebbero (ma il condizionale è d’obbligo) sensazioni positive.

Inoltre è bene ricordare che il via libera della Regione sarebbe soltanto il primo passo necessario per avviare un percorso che porti alla ripresa della produzione e quindi alla salvaguardia di buona parte dei posti di lavoro dei 54 dipendenti ancora in organico. Intanto per una parte dei lavoratori di Aerosol è arrivata un’altra beffa: come se non bastassero i sette stipendi arretrati non saldati, c’è chi dovrà mettere mano al portafoglio e restituire 960 euro all’Erario.

Infatti i lavoratori part-time che nel corso del 2017, a causa delle mensilità non incassate, hanno guadagnato meno di 8mila euro lordi hanno perso il diritto di godere del bonus Renzi da 80 euro al mese. Una decontribuzione che dovrà ora essere restituita e che va ad aggravare una condizione economica già difficile.

Per questi lavoratori non c’è alternativa al restituire 960 euro allo Stato, con l’unica possibilità di chiedere i danni all’azienda in quanto proprio il fatto di non aver versato gli stipendi dovuti ha causato il danno economico di dover restituire il bonus Renzi. Altra beffa arriva dal fondo sanitario integrativo: non avendo l’impresa versato quanto dovuto, i lavoratori non possono più richiedere al fondo il rimborso dei ticket sanitari.

Intanto il Movimento 5 Stelle si sta muovendo per portare la vicenda Aerosol al Pirellone chiedendo che le parti siano ascoltate dalla Commissione attività produttive e occupazione.


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