L’addio a Nicolò Maggioni, 38 anni e mille passioni. Aveva giocato nel Lecco, poi la leucemia

Malgrate Lutto in paese per la scomparsa del giovane. Oggi il funerale, la comunità stretta intorno ai genitori Amelia e Marino, anime della Pro Loco

L’addio a Nicolò Maggioni, 38 anni e mille passioni. Aveva giocato nel Lecco, poi la leucemia
Un momento felice per Nicolò: il suo sorriso era una costante, anche nei momenti difficili

Nicolò Maggioni ha combattuto fieramente per otto anni contro la leucemia, ma è stato vinto dal Covid, che lo ha ucciso in meno di due mesi. A piangere il 38enne sono la mamma, Amelia Negri, il papà Marino, la compagna Michela, il fratello Filippo, tre comunità e la schiera dei tifosi della Calcio Lecco 1912, di cui Maggioni era stato, in gioventù, portiere.

Le passioni

«Era appassionato del nostro lago, della pesca, della barca e proprio qui, in queste acque - fa sapere la famiglia - verranno sparse le sue ceneri». Il giovane era nato e cresciuto a Malgrate; ultimamente si era trasferito a Montevecchia con Michela, ma era conosciuto anche a Valmadrera, dove la mamma aveva a lungo gestito il negozio di parrucchiera, in via San Dionigi, ed era quindi particolarmente nota e apprezzata.

Non solo, Amelia e il marito sono molto attivi nella Pro Loco di Malgrate, il cui consiglio direttivo - presieduto da Marco Vassena - ha fatto giungere subito il cordoglio: «Non ci sono parole per descrivere il dolore dei genitori che perdono un figlio. Amelia e Marino sono stati vicini per tutti questi anni a Nicolò condividendo con lui sofferenze, speranze e tanto amore, con ottimismo e continuando inoltre, nonostante tutto, a essere una presenza attiva e un sostegno alle iniziative della Pro Loco per il paese di Malgrate».

La vita di grande sportivo - Nicolò aveva frequentato l’istituto “Bachelet” a Oggiono e, sempre a Oggiono, aveva iniziato a giocare a calcio, fino poi agli alti livelli della maglia bluceleste - mai avrebbe fatto presagire l’epilogo. Riferiscono commossi la mamma e il fratello: «Eravamo legatissimi: ho avuto la fortuna - ricorda Filippo - di essere il suo donatore, nel primo trapianto di midollo. Nicolò ne ha subiti tre, seguito e assistito dall’ospedale San Gerardo di Monza e, in particolare, dalla dottoressa Elisabetta Teruzzi che, per lui, è stata come una seconda mamma. Tra tante complicanze, Nicolò è andato sempre a testa alta, col sorriso. A seguito delle problematiche che erano insorte, Nicolò era finito persino in sedia a rotelle ma anche lì si era rialzato; quando gli veniva chiesto come stesse, col suo immancabile sorriso diceva: “Va bene”; andava sempre “tutto bene” per lui, anche quando aveva davanti una montagna. Con la sua forza di volontà, non ha mai smesso di credere che la guarigione fossero possibili».

La malattia

La leucemia è stata però un avversario terribile. «Con l’equipe che lo seguiva - spiegano i familiari - erano stati valutati i pro e i contro del vaccino anti Covid. Nicolò aveva optato, alla fine, per l’isolamento sociale, per evitare il contagio. Purtroppo, non è bastato. Si è ammalato a metà luglio, ad agosto la situazione è degenerata e si è reso necessario il ricovero, sempre all’ospedale di Monza». Qui è subentrato, l’altra sera, il decesso. Il funerale sarà celebrato oggi, alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Malgrate; assente don Andrea Lotterio, verrà officiato da don Bruno Maggioni, il «prete cantante» che, dal 2015, è parroco di Margno.

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