La Croce tra le case di Lecco

«Noi uniti dalla preghiera»

I riti del Venerdì Santo senza concorso di popolo - Monsignor Milani: «Una celebrazione quanto mai inedita e imprevedibile»»

La Croce tra le case di Lecco «Noi uniti dalla preghiera»
La processione con la Croce un anno fa nel cuore di Lecco

Venerdì Santo. Il virus non può cambiare questa tradizione religiosa né fermare la fede dei credenti.

Ha fermato, però, le celebrazioni “coram populo” ovvero di fronte al popolo dei cattolici che festeggiano, nella Pasqua, l’apice del significato della loro fede: ovvero la risurrezione dalla morte. Un messaggio ancora più importante, per chi crede, in questi momenti tristi e luttuosi.

Ma nonostante non si possa presenziare alle celebrazioni, oggi la Croce passerà ugualmente tra le case degli abitanti delle parrocchie di San Nicolò, di Pescarenico e di Malgrate Porto.

Non essendo possibile per i fedeli recarsi in chiesa a venerare la Croce, saranno i sacerdoti a portarla dove la gente vive.

«In un Venerdì Santo quanto mai inedito e non prevedibile – spiega il prevosto di Lecco monsignor Davide Milani - sarà questa l’occasione per rimettere la Croce al centro della vita e dell’esperienza di uomini e donne: grazie al sacrificio di Cristo, da strumento di morte è divenuta sorgente di vita, che dona redenzione, riconciliazione e salvezza a tutti gli uomini».

Per questo i sacerdoti della Comunità pastorale Madonna del Rosario gireranno in preghiera per le vie delle tre parrocchie, da soli, in silenzio, portando con fede e devozione una croce. Non sarà possibile accompagnare il sacerdote e nemmeno radunarsi davanti alle case per onorare il passaggio del crocifisso: ai fedeli è chiesto di affacciarsi alle finestre o ai balconi, seguire dall’alto il sacerdote con il crocifisso e pregare.

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