La bonifica dell’ex fonderia  «Ora intervenga il sindaco»
L’esterno dell’area dismessa della ex fonderia San Martino lungo via Spluga

La bonifica dell’ex fonderia

«Ora intervenga il sindaco»

Olginate: un gruppo di residenti sollecita una decisione del primo cittadino

«Sono già passati sette anni dalle nostre richieste e niente si è mosso»

«Sono passati sette anni dalle nostre prime istanze per richiedere l’immediata bonifica del sito industriale. È ora che il comune di Olginate imponga alla Fonderia San Martino e al curatore fallimentare di avviare tutte le misure necessarie e non più rinviabili inerenti la bonifica permanente».

Giancarlo Gilardi, Luciano Zuffi, Francesco Ceraudo e Bruno Arena del “Comitato di cittadini contro l’inquinamento della Fonderia San Martino” tornano a far sentire la voce. La storica azienda di via Spluga è chiusa dai primi del 2012, ma sul fronte della bonifica è tutto fermo da tempo. Nonostante un anno fa l’amministrazione comunale aveva concesso all’Immobiliare San Martino - una delle due società nate dallo scorporo della storica azienda fallita e chiusa nel 2012 appunto - il permesso di costruire. Si trattava più precisamente di un permesso per demolire e che dava tempo un anno, per dare il via allo smantellamento dell’ex Fonderia San Martino e fino a tre anni, per completare la rimozione dell’amianto e del capannone. Ma ad oggi nulla sembra essersi mosso.

«Di rimando in rimando, sono passati sette anni dalla nostra prima istanza del 3 luglio 2012 sulla richiesta di una bonifica - aggiungono i componenti del comitato che in questi giorni hanno protocollato in municipio una nuova lettera al sindaco Marco Passoni - decine e decine di lettere sono state inviate nel corso degli anni per sollecitare questo intervento sull’area industriale in abbandono, anche per prevenire inconvenienti alle falde acquifere e quant’altro. Ricordiamo che di recente la Corte Europea per i diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per non avere adottato tutte le misure necessarie a garantire una protezione efficace del diritto al rispetto della vita privata contro una persistente situazione di inquinamento ambientale».

Per questo i firmatari si rivolgono al primo cittadino. «È il sindaco che deve garantire la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Per questo è il responsabile. Anche il gruppo civico “Voler bene a Olginate” era intervenuto pubblicamente per criticare i continui rinvii eppure il comune rispondeva che i lavori sarebbero stati avviati entro pochi mesi. Il tempo è passato e nulla è stato fatto», concludono amaramente. «Basta con l’ingiustizia ambientale, basta con perdite di tempo e moratorie, la bonifica va fatta subito».


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