RALLENTAMENTI SULLA 36 IN DIREZIONE MILANO
Incolonnamenti sulla superstrada 36, un’immagine quasi abituale

RALLENTAMENTI SULLA 36
IN DIREZIONE MILANO

Dopo il caso delle precedenti domeniche l’assessore dà l’allarme: «Evitate le ore di punta» . Alle 15.30 un incidente direzione in sud, con le file in galleria a Lierna - In serata pesanti rallentamenti nel tratto tra Lecco e Seregno

Un’altra lunga, sofferta domenica di passione: è quanto aspetta, anche oggi, i lecchesi in auto e tutti gli automobilisti forestieri di passaggio dal capoluogo. Gli ingredienti per l’ennesima tempesta perfetta, in effetti, ci sono tutti. Anche oggi, infatti, è molto alto il rischio di effetto imbuto proprio all’imbocco della galleria Monte Barro. Il motivo?

Lo rende noto, proprio alla vigilia del giorno clou, l’assessore alla viabilità del capoluogo, Corrado Valsecchi. «Dopo aver parlato con la centrale operativa di Anas, segnaliamo che la situazione del restringimento della carreggiata in località Civate sulla SS36 in direzione Milano resterà inalterata anche durante questo week end. L’Anas ci ha confermato, che a loro giudizio, non sussistono le condizioni di sicurezza per riaprire le due corsie in quanto stanno verificando, indagando ed intervenendo sulla situazione della struttura e del giunto che ha manifestato criticità tali da far assumere alla direzione Anas il provvedimento sopra detto».

Alle 15.30 il primo problema con le code di rientro in carreggiata sud: all’altezza di Mandello si è verificato un incidente, sul posto 118 e vigili del fuoco con inevitabili code già nella galleria di Lierna. La situazione alle 19.30 era di rallentamenti ma non di code nel tratto tra Lecco e Seregno sulla Super.

Anas, insomma, non rinuncia a condurre fino in fondo tutte le analisi del caso. Nulla di strano: lo aveva ribadito qualche giorno fa il coordinatore Nord Ovest di Anas, Dino Vurro. «Troppo spesso si sottovaluta l’apporto fondamentale di buone pratiche silenziose come chiudere le strade quando serve, come le piccole, ma quotidiane manutenzioni. Un esempio? Il viadotto di Isella è stato chiuso un anno anche a fronte delle pressioni dei suoi cittadini. Non è stato semplice, ma è stato un atto di assoluta e necessaria tutela delle persone: si è fatta prevenzione».

Tutto vero, meglio una domenica di passione in mezzo al traffico che un’improvvisa assenza di sicurezza. Ciò non toglie che alcune particolari chiusure rischiano di creare effetti imbuto a dir poco devastanti. E’ il caso di Civate, e dell’ormai celebre giunto che ha già gettato scompiglio nella viabilità lecchese. Insomma, il rischio che si ripeta un’altra giornata come lo scorso 18 marzo (o come la domenica successiva, la scorsa, del 24 marzo) è piuttosto alto. Con meteo e temperature ormai primaverili, l’afflusso di auto verso e attraverso il capoluogo sarà ancora alto per tutta la giornata di oggi.

E al ritorno? «Si informano tutti gli automobilisti che intendono percorrere la statale 36 – sono le parole di Valsecchi - del rischio di dover attendere in coda lungo il percorso e sulle strade che attraversano Lecco e i paesi limitrofi, come già successo domenica scorsa, nel rientro verso il capoluogo lombardo. Al fine di facilitare la viabilità chiediamo, nel limite del possibile, di muoversi con rientri “intelligenti” evitando gli orari di punta, di non ostruire in città gli incroci dotati di impianti semaforici e di non fare inversioni in situazioni che non lo consentono o che potrebbero pregiudicare il corretto flusso viabilistico».

Un modo per mettere le mani avanti? Forse. Certamente stavolta gli alibi stanno a zero. Settimana scorsa era stato proprio Valsecchi a tuonare contro Anas. «Quando si verificano queste situazioni – aveva dichiarato l’assessore - veniamo spesso avvisati da Anas anche mezz’ora dopo il fatto. Per carità, loro hanno certamente alcune priorità, ad esempio avvisare le autorità per i rilievi di rito, e lo capisco. Purtroppo per noi significa anche rendere completamente nulla ogni possibilità di applicare i piani di emergenza. Se perdiamo mezz’ora secca su un evento che ne dura due, ecco che ogni protocollo, anche il migliore, entra in azione troppo tardi, e a noi rimane davvero poco da fare».

Sarà così anche stavolta? Anas ha preallertato per tempo e, conferma Valsecchi, «in ogni caso saranno presenti a presidiare il territorio le pattuglie della Polizia Stradale e Municipale. Tuttavia raccomandiamo prudenza, pazienza e collaborazione da parte di tutti considerato che si prevede nel week end un notevole aumento del traffico veicolare».

Ai posteri l’ardua sentenza. Certo è che un’altra giornata campale riporterebbe nuovamente in auge la ridda di riflessoni riguardo la fragilità strutturale della principale arteria di interconnessione tra Milano, il lago e la Valtellina.


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