Galbiate: Protezione civile    Strada nuovo coordinatore
Un’esercitazione della Protezione civile in oratorio a Galbiate

Galbiate: Protezione civile

Strada nuovo coordinatore

Il sindaco ha comunicato una serie di incarichi e deleghe tra i consiglieri comunali

È Damiano Strada il nuovo coordinatore della Protezione civile: residente a Sala al Barro, subentra ufficialmente a Davide Facondini; ne ha dato notizia il sindaco, Giovanni Montanelli, insieme ad altre nomine.

Franco Limonta è stato designato in Comunità montana Lario orientale. Tra le deleghe, ne state affidate alcune ai consiglieri comunali: sempre Limonta si occuperà di turismo; Andrea Rusconi (votatissimo alle elezioni del 26 maggio scorso, con 256 preferenze) è stato designato per i rapporti coi consigli di frazione; Gabriella Sala, per le Pari opportunità; Maria Butti si occuperà di attività commerciali, agricoltura ed associazionismo; Matteo Magni – indicato, inoltre, quale capogruppo consiliare di maggioranza - sarà il punto di riferimento per viabilità, sicurezza e rapporti col la Protezione civile; Alessandro Tentori sarà il referente per lo sport. Quanto alle commissioni consiliari, in quella sul Bilancio sono stati nominati per la maggioranza Butti, Rusconi e Limonta e, per l’opposizione, il capogruppo dei 5 Stelle, Giovanni La Colla; in quella per l’urbanistica e i lavori pubblici sono stati designati Limonta, Sala e Tentori, con La Colla; per i Servizi sociali e l’Istruzione, Butti, Sala e Tentori, con Mauro Meroni.

Per quanto riguarda gli incarichi amministrativi, il sindaco Montanelli ha chiuso il caso della nomina dell’assessore esterno Carlo Mazzoleni contestata dai 5Stelle riconfermandolo nel suo ruolo «in virtù di una vasta giurisprudenza e del quadro normativo che riconosce al sindaco ampio potere discrezionale nella scelta dei componenti della Giunta». Al contrario, per il pentastellato Giovanni La Colla «lo statuto comunale è chiaro nel prescrivere comprovate competenze tecnico-professionali per gli assessori; l’amministrazione Montanelli non lo sta rispettando, alla faccia della democrazia sbandierata in campagna elettorale».


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