Eucasting, questa volta è finita  Si lotta per la cassa integrazione
Lo stabilimento della ex Eucasting a Monte Marenzo

Eucasting, questa volta è finita

Si lotta per la cassa integrazione

I trenta lavoratori non hanno nessun ammortizzatore sociale

Enrico Azzaro (Uilm): «Questa è un’azienda che poteva essere rilanciata»

Sono trenta lavoratori “sospesi”: non sono in cassa integrazione e non sono disoccupati e quindi non hanno l’indennità economica garantita dall’Aspi.

Sono i dipendenti della ex Eucasting di Monte Marenzo, azienda che con 92 dipendenti lavorava per il settore auto, e che nel 2013 era stata dichiarata fallita. Poi, una serie di vicende societarie ha portato i dipendenti rimasti in organico in questa situazione di incertezza (con l’aggravante della mancanza di qualsiasi reddito).

Ieri, l’ennesimo passaggio in Provincia della vicenda Eucasting. I sindacati dei metalmeccanici (Fim-Fiom e Uilm), i curatori della procedura fallimentare, i rappresentanti dell’amministrazione provinciale e dell’unità di crisi hanno cercato di dare una risposta reddituale ai lavoratori.

Le parti hanno concordato di inviare al ministero del Lavoro la richiesta di un incontro urgente per chiedere il ripristino della procedura di cassa integrazione straordinaria avviata a novembre scorso per un anno. La “cassa” era stata sospesa a metà aprile (solo a marzo, i lavoratori avevano cominciato a ricevere l’indennità), quando non si era perfezionata la vendita dell’azienda dalla procedura fallimentare all’Alp Group. E secondo la normativa introdotta con il Jobs act, non si può più ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per gestire situazioni che non abbiano come obiettivo la ripresa e il rilancio della produzione. E a questo punto e senza compratori, la ex Eucasting è finita.

Si è arrivati alla sentenza definitiva per l’azienda di Monte Marenzo, dopo una vicenda complessa cominciata con il fallimento di cinque anni fa, e continuata con un primo affitto di ramo d’azienda alla Fomma, impresa che poi non ha proceduto con l’acquisto. Da ottobre, Alp Group aveva assunto l’affitto del ramo d’impresa, con l’obiettivo di arrivare all’acquisizione dell’attività. Ma sono subentrati nuovi problemi - non dipendenti dalla società acquirente - che non hanno permesso di arrivare alla firma del rogito. Da qui è nata la situazione di incertezza in cui si trovano i lavoratori.

Enrico Azzaro, segretario della Uilm di Lecco, sottolinea: «A questo punto, dobbiamo riuscire ad ottenere il ripristino della cassa integrazione. E questo è il nostro impegno nei confronti dei lavoratori. Dobbiamo però dire che da un fallimento finanziario siamo precipitati in un fallimento industriale che vede sparire una realtà produttiva che aveva un mercato e che aveva tutte le carte in regola per puntare ad un rilancio produttivo e dell’occupazione. Invece, siamo impegnati in una battaglia difensiva per cercare di non lasciare i lavoratori senza alcun reddito».


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